Spari contro una gattina:
26enne scagionato dopo otto anni

Foto d’archivio
Era finito sotto la lente della procura a soli 18 anni con l’accusa di aver sparato con un fucile ad aria compressa contro la micia della vicina, ferendola a un occhio. Per il reato di tentata uccisione di animale gli era stato inflitto un decreto penale di condanna del valore di 5 mila euro. Il ragazzo, residente a Genga e ora 26enne, non ha mai saldato il conto e, sicuro di poter provare la proprio innocenza, ha impugnato il verdetto, affrontando il dibattimento in aula. Questa mattina, il giudice Alberto Pallucchini gli ha dato ragione, decretando l’assoluzione “perchè il fatto non sussiste”. La sentenza è arrivata a quasi otto anni dal ferimento della micia, avvenuto nel novembre 2010. Con il verdetto, è stato anche disposto il dissequestro dell’arma ad aria compressa finito nelle mani degli investigatori all’epoca delle indagini. Nonostante il piombino nell’occhio sinistro, la gatta non era rimasta cieca. Era stata la padrona a sporgere denuncia contro ignoti ai carabinieri. Dopo una serie di accertamenti, i militari avevano stretto il cerchio attorno al 26enne e alla carabina tenuta in casa. Il nome del giovane era stato iscritto nel registro degli indagati e il giudice aveva stabilito una pena pecuniaria senza fargli affrontare il dibattimento. Il giovane, invece, ha voluto dimostrare la propria innocenza in aula, allungando di fatto il procedimento. Questa mattina, la fine della vicenda giudiziaria, arrivata dopo l’arringa della difesa che ha sostenuto come l’arma sequestrata all’imputato non avesse una capacità offensiva elevata tanto da poter minare alla vita dell’animale, come sostenuto invece dalla procura. Insomma, secondo quanto sostenuto, non ci sarebbe stata alcuna prova per dimostrare che il 26enne era stato l’autore degli spari.
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