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Sanità, Fratelli d’Italia dice no alla legge 145
«Riforma senza chiarezza»

POLITICA – “Giù le mani dalla sanità pubblica” è il motto del partito di destra che contesta le politiche della giunta Ceriscioli
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Legge 145 e edilizia ospedaliera, Fratelli d’Italia interviene per denunciare mancanza di chiarezza negli obiettivi e per opporsi alle politiche della giunta Ceriscioli. Il Capogruppo in Consiglio regionale Elena Leonardi afferma che “dopo quasi tre anni di politiche messe in atto dalla giunta Ceriscioli in tema di sanità, possiamo dire che manca un progetto politico funzionale al bisogno di servizi dei marchigiani. Fino ad ora abbiamo assistito ad un progressivo smantellamento di ospedali piccoli e medi e servizi sui territori che hanno lasciato in particolare l’entroterra sguarnito di presidi e puntuali risposte ai bisogni in tema sanitario. L’assenza di programmazione è ancora più evidente se pensiamo che il Piano Socio Sanitario è scaduto nel 2014 . Fratelli d’Italia chiede all’amministrazione regionale di fermare una riforma della quale non si conoscono obiettivi e strategie. Ci vogliono partecipazione e chiarezza nelle scelte che riguardano il diritto alla salute.” Il portavoce regionale Carlo Ciccioli ha aggiunto che “questa gestione disordinata dell’organizzazione sanitaria marchigiana, al di là delle dichiarazioni trionfalistiche della giunta regionale, determina lunghe liste di attesa per le visite ambulatoriali e, vista l’impossibilità di fare esami radiologici in tempi decenti nelle strutture pubbliche, comporta la necessità di rivolgersi obbligatoriamente presso i privati. Così come i tagli agli ospedali e al personale comportano l’assoluta mancanza di posti letto accessibili sia nei reparti di base medici e chirurgici che nelle specialistiche a cominciare dall’oncologia. Questa situazione la pagano soprattutto gli anziani e le strutture di pronto soccorso, che sono ingolfate di pazienti in attesa di un posto letto, che risulta sempre occupato. Il Piano Sanitario Regionale va riscritto in modo chiaro e trasparente con la sua realizzazione attraverso tappe intermedie, senza chiudere ciò che funziona ora prima di avere ciò che forse funzionerà. “ L’onorevole Francesco Acquaroli ha sottolineato come Fdi sia “disponibile da sempre al confronto ma senza certezze e chiarezza totale non si può più continuare a concedere spazi di fiducia a Ceriscioli , in quanto il tema dell’assetto dei servizi sanitari sul territorio è assolutamente prioritario per la tutela della salute dei cittadini marchigiani. La Sanità appartiene a tutti e il modello deve corrispondere alle esigenze dei territori che non possono subire le imposizioni di una riforma che rischia di creare disagi e disservizi.” Il portavoce provinciale di Pesaro Antonio Baldelli ha affermato che “Fratelli d’Italia ribadisce la netta contrarietà alla proposta di legge regionale 145 che svende la sanità pubblica e i nostri ospedali alla sanità privata e chiede una nuova riforma sanitaria che disegni una rete ospedaliera policentrica e diffusa sul territorio, ribadendo la contrarietà agli ospedali unici provinciali. “ Il portavoce provinciale di Macerata Massimo Belvederesi è intervenuto sull’ospedale unico definendo “assurdo” decidere la collocazione “tramite un algoritmo e giustificare la cosa dicendo che i parametri sono stati scelti dopo aver fatto una serie di consultazioni tra sindaci del territorio. Va bene il confronto e recepire le indicazioni delle varie consultazioni, ma chi è al governo della Regione deve cercare di fare il massimo per dare i servizi, in questo caso sanitari, a tutti i cittadini . Quindi non si devono accontentare aspettative di qualche sindaco loro amico, ma tenere conto della conformazione geografica del territorio, della mancanza delle strutture viarie, della concentrazione della popolazione sulla costa per decidere la giusta collocazione dell’Ospedale Unico, che va di paro passo con la conferma ed il mantenimento delle altre strutture per raggiungere e soddisfare in maniera esaustiva le necessità di tutti.“ Il portavoce provinciale di Ancona Lorenzo Rabini ha concluso ricordando che “anche in Provincia di Ancona ci sono ampi segnali di crisi del funzionamento della sanità marchigiana. Gli ospedali di Fabriano e Senigallia sono esempi eclatanti dello smantellamento strisciante dei servizi sul territorio, l’Ospedale di Jesi ha continui problemi strutturali e del nuovo Ospedale di Rete-Inrca all’Aspio di Camerano si è vista solo la posa della prima pietra tanti anni fa e il cantiere è stabilmente fermo.” Su questi temi Fratelli d’Italia ha avviato una mobilitazione su tutto il territorio regionale che coinvolgerà i cittadini e i Comuni.

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