Minacce al Comune di Ancona:
“Lo faccio saltare in aria”:
43enne condannato

ANCONA - L'osimano ha rimediato una pena di dieci mesi di reclusione per le minacce perpetrate nei confronti degli operatori dei Servizi Educativi, responsabili secondo lui di avergli tolto la potestà genitoriale, e per gli atti persecutori inflitti all'ex convivente. Assolto dai reati di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia

Il tribunale

 

Gli tolgono la potestà genitoriale e lui inizia ad inveire contro gli assistenti sociali di Loreto e i Servizi Educativi del Comune di Ancona: 43enne osimano condannato in abbreviato a dieci mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena. La sentenza è stata emessa questa mattina dal gup Paola Moscaroli che ha stabilito la condanna per minacce aggravate e stalking. Assolto, invece, dalle accuse di estorsione e maltrattamenti in famiglia. Questi ultimi tre reati avevano tutti come vittima la sua ex convivente, nonchè madre di suo figlio, una calabrese di 31 anni che per un periodo è stata anche ospitata con il piccolo in una comunità protetta. Gli atti persecutori sarebbero proprio iniziati dopo l’interruzione della convivenza e la nascita del bimbo, nel 2016. Lui, difeso dall’avvocato Matteo Bettin, le avrebbe reso la vita impossibile tempestandola di chiamate e minacciandola più volte di morte. Gli stessi avvertimenti, stando alle accuse, sono stati recapitati a un’assistente sociale di Loreto, su cui il 43enne aveva fatto pressione per costringerla ad attivarsi per consentire le riprese della visite tra lui e suo figlio. “Io ti ammazzo” le avrebbe detto ripetutamente al telefono. All’osimano era stata sospesa la potestà genitoriale pochi mesi dopo la nascita del piccolo che ora ha due anni. L’imputato si è anche scagliato contro i Servizi Educativi di Ancona, piombando più volte negli uffici preposti e minacciando di “far saltare in aria il Comune”. Nel 2017, l’uomo si sarebbe anche presentato alla portineria del Tribunale dei Minorenni, dichiarando la volontà di uccidere tutti con una pistola. Dopo quell’episodio, una perquisizione nel suo appartamento aveva portato al sequestro di una scacciacani. Per questo fatto, dato che le minacce erano state rivolte anche ai giudici dorici, procedere la procura dell’Aquila. Il 43enne, dopo cinque mesi passati ai domiciliari, ha attualmente l’obbligo di dimora nel comune di Osimo. Sull’uomo è stata anche eseguita una perizia psichiatrica che ha decretato un disturbo della personalità che avrebbe compromesso, ma non scemato del tutto, la sua capacità di intendere e di volere.

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