Centri estetici a luci rosse:
cinque sfruttatori a processo

ANCONA - Si tratta di una gang composta da quattro cinesi e una siciliana che tra il 2013 e il 2015 avrebbero tratto profitto dalla prostituzione di almeno cinque orientali, tutte dislocate in due strutture di via Sanzio e via Goldoni, a Senigallia. Le prestazioni extra per i clienti potevano arrivare a toccare i cento euro

Foto d’archivio

 

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: in cinque finiscono sul banco degli imputati. Si tratta di una siciliana di 46 anni e di quattro cinesi di età compresa tra i 33 e i 46 anni, persone che tra il 2013 e il 2015 avrebbero tratto profitto dalla prostituzione di almeno cinque ragazze orientali, tutte dipendenti di due centri massaggi di Senigallia, in via Sanzio e in via Goldoni, posti sotto sequestro dopo il blitz della polizia avvenuto nel 2015. Molteplici i clienti, sia giovani che anziani, che potevano sganciare anche cento euro per una prestazione extra. Il dibattimento è iniziato questa mattina davanti al collegio dei giudici che hanno ascoltato un agente del Commissariato di Senigallia che all’epoca delle indagini aveva eseguito gli accertamenti disposti dal pm Rosario Lioniello. Il pubblico ufficiale ha raccontato dei riscontri ottenuti soprattutto grazie all’uso delle spycam installate all’interno di alcune stanze che le strutture avevano adibito a luoghi dove consumare atti sessuali. Secondo quanto riscontrato, i clienti – provenienti da tutta la provincia – potevano prenotare un messaggio semplice, oppure uno dove veniva offerta la prestazione sessuale che poteva anche essere contrattata al momento. L’ingrediente a luci rosse veniva poi pagato direttamente agli  imputati. Le lucciole, tutte di origine cinese, non avrebbero dunque trattenuto alcun vantaggio economico per la loro attività.  Le squillo venivano fatte alloggiare nei centri, presi regolarmente in affitto dagli imputati. Con il blitz della polizia, due cinesi erano stati ammanettati. Dal procedimento è uscito un altro orientale che ha patteggiato prima del dibattimento.

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