Cazzotto a un agente di Montacuto:
detenuto finisce ancora a processo

ANCONA - La vittima era stata aggredita in cortile, venendo colpita al volto e rimediando 168 giorni di prognosi. L'imputato è un 54enne pugliese, pluripregiudicato. Non si trova più ad Ancona

Il carcere di Montacuto

 

Gli aveva detto di rientrare in cella dopo la passeggiata nel cortile del carcere e lui, un pugliese di 54 anni,  aveva risposto alla guardia con un cazzotto sferrato in pieno volto. Un pugno che era costato all’agente 168 giorni di prognosi e che è valso al carcerato, pluripregiudicato per reati contro la persona e già condannato più volte, un processo per lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale. Il dibattimento è iniziato questa mattina in tribunale, davanti al giudice Alberto Pallucchini. A testimoniare dell’episodio accaduto il 29 novembre 2014 è stata proprio la vittima, assistita dall’avvocato Ennio Tomassoni. “Stavo facendo uscire i detenuti dal cortile per farli rientrare in carcere – ha detto l’agente -. Fuori era rimasto solo l’imputato che procedeva con estrema lentezza. Gli ho detto più volte di rientrare, poi mi è venuto vicino e mi ha colpito con un cazzotto”. Inizialmente, il pronto soccorso di Torrette aveva stabilito 20 giorni di prognosi, poi arrivati a 168 con altri certificati medici che hanno accertato trami al collo, ai denti e al naso. L’agente era tornato in servizio a maggio 2015. “Quel giorno – ha raccontato un altra guardia – ho sentito una gran confusione in cortile. Ho visto il mio collega perdere sangue dalla bocca e ho cercato di contenere il detenuto per portarlo nell’ufficio del comandante. Ho rischiato anche io di essere colpito. Abbiamo avuto una grande difficoltà a calmarlo”. Processo rinviato all’11 ottobre.

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