facebook rss

Dal mare di Senigallia
riemerge un’anfora
di duemila anni fa

ANCONA - Il pregevole reperto archeologico, datato dalla Soprintendenza tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. è stato recuperato durante un controllo della Guardia di Finanza a bordo di un peschereccio che l'aveva ripescato con le reti in un area antistante il porto senigalliese, su un fondale di 7 metri
lunedì 16 aprile 2018 - Ore 10:38
Print Friendly, PDF & Email

Dal mare di Senigallia riemerge un’anfora di epoca romana. L’ordinarietà del servizio si è tramutata in una navigazione nella storia per l’equipaggio della motovedetta ‘V.5018’ della stazione navale della Guardia di Finanza di Ancona, facente parte del dispositivo permanente di controllo del mare territoriale antistante la Regione Marche. Nel corso di una crociera d’istituto per fini di polizia economico-finanziaria, nelle acque al largo di Senigallia, durante il controllo espletato a bordo di un peschereccio, e’ stato infatti recuperato un pregevole reperto archeologico. Si tratta di un’anfora, consegnata ai finanzieri dal capobarca di un motopesca della locale marineria che, in un area antistante il porto di Senigallia, su un fondale di 7 metri, l’aveva rinvenuta nelle reti nel corso di una battuta di pesca, eseguita prima di essere sottoposto al controllo di polizia da parte delle fiamme gialle di mare. Il reperto e’ risultato essere in ottimo stato di conservazione, benché leggermente scheggiato nella parte superiore del collo e con concrezioni marine diffuse su tutto il manufatto.

Secondo gli esperti della locale Soprintendenza per i Beni Archeologici, che hanno analizzato il reperto per procedere alla sua datazione, si tratta di un’anfora fabbricata sul versante adriatico della penisola italiana, in un arco cronologico compreso tra la fine del II secolo avanti Cristo e la fine del I secolo dopo Cristo, adibita al trasporto di vino, olio ed altre sostanze alimentari a bordo di navi provenienti dall’area del bacino del mediterraneo orientale. La Guardia di Finanza, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, concorre all’attivita’ di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio archeologico ed alla attivita’ di preservazione e vigilanza sullo stesso, sia a terra che in mare, ambiente quest’ultimo dove a seguito della riforma del 2016, che ha sancito la razionalizzazione e suddivisione dei compiti e campi di intervento dei diversi corpi di polizia dello stato, opera come unica forza di polizia in mare.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X