Si finge parente dei ricoverati
e prova a ingannare anche i carabinieri,
denunciato ladro seriale di Torrette

L’ospedale regionale di Torrette
di Talita Frezzi
Faceva quello nella vita, il pendolare dei furti negli ospedali. Partiva da Rimini verso gli ospedali del centro Italia. Razziava e spariva. Da qualche mese aveva preso di mira il nosocomio regionale di Torrette, dove si intrufolava con nonchalance in reparti e stanze di degenza, poi velocissimo rubava tutto quello che poteva – portafogli, denaro contante, bancomat e postepay – e scappava veloce, mescolandosi tra parenti e operatori. E se qualcuno chiedeva, era sempre in visita a un amico malato. Ha continuato per mesi, ripulendo armadietti dei pazienti ricoverati ma anche le stanze riservate al personale infermieristico e Oss. Numerose le segnalazioni al 112, tanto che i carabinieri gli stavano alle costole. Le telecamere interne alla struttura hanno dato un contributo determinante. Ma a inchiodarlo è stato l’acume investigativo dei militari, capaci di ricostruire minuziosamente l’identikit del ladro – un 60enne di Rimini, disoccupato, già noto per condotte analoghe in altri ospedali del centro Italia – i suoi movimenti attraverso una comparazione tra gli orari dei furti e la presenza registrata dalle telecamere di quell’uomo nei reparti visitati. Apparentemente insospettabile, l’uomo sempre calmo e con fare distinto si intrufolava nelle stanze. Anche ieri, passeggiava per i reparti come uno dei tanti parenti dei malati all’orario delle visite, per nulla innervosito dal passare accanto ai carabinieri. E’ stato il comandante Colasanto a fermarlo dopo averlo riconosciuto da un fotogramma delle telecamere. Eppure il riminese ha provato a ingannarlo. “Vi sbagliate, sono venuto a trovare un mio parente ricoverato in questo reparto” avrebbe detto per eludere il controllo, ma inutilmente. Nei suoi confronti è scattata la denuncia per furto aggravato e continuato.
Secondo fonti investigative, al riminese sarebbero contestati al momento due furti – bottino 500 e 1.500 euro – commessi a Torrette, ma le indagini proseguono per capire se possano essergli attribuiti anche altri colpi messi a segno nei mesi scorsi, sempre con le stesse modalità. I bottini variavano da piccole cifre (50 euro) fino a 1.500 euro, ma sempre e solo denaro, mai orologi, oro o cellulari. I carabinieri richiederanno nei suoi confronti il foglio di via obbligatorio.
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