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Il Centro di Diagnosi prenatale
di II livello compie
un anno e vara il teleconsulto

LORETO - Il Cur del 'Santa Casa' ha eseguito 7000 prestazioni nei primi 420 giorni dall'attivazione e si prepara a svolgere il test di screening per le aneuploidie, la refertazione informatizzata regionale delle ecografie ostetriche di screening di II livello che permetterà alle mamme in attesa di sottoporsi all'esame senza raggiungere la città mariana e ad attivare la consulenza di neonatologia con l’ospedale Salesi di Ancona. Stamattina il test con le prime ecografie 'in streaming' su due gestanti, trasmessa in diretta a Loreto dagli ospedali di Senigallia e Macerata - VIDEO
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Un test di screening per le aneuploidie, conosciuto anche come ‘test combinato del I trimestre’, la refertazione informatizzata e unificata con l’archiviazione a livello regionale delle ecografie ostetriche di screening di II livello con consulenze a distanza, e poi la consulenza di neonatologia in collaborazione con l’ospedale Salesi di Ancona. Vola alto, a 420 giorni dall’inaugurazione, l’attività del Centro Unico regionale di Diagnosi prenatale di II livello, operativo all’ospedale di Loreto dalla primavera 2017 e pronto ad attivare nei prossimi mesi questi 3 innovatici servizi per le gestanti marchigiane e di altre regioni. Numerosi sono i servizi già attivati dal Cur, dall’ecografia di II Livello, all Ecocolor Doppler Fetale, all’Amniocentesi e Villocentesi, alle consulenze specialistiche di genetica, neurochirugia pediatrica, cardiologia, infettivologia. Nel primo anno di attività sono state effettuate 7000 prestazioni, di cui 326 da fuori regione (prevalentemente da Abruzzo e Umbria). Nel dettaglio sono già state visitate dal Cur 1048 pazienti, 40 delle quali provenienti da fuori regione e per l’80% di nazionalità italiana. Sono state effettuate 6916 prestazioni (324 destinate a future mamme non marchigiane) e soprattutto richieste da donne in stato interessante, per lo più utenti in arrivo dal bacino di utenza dell’area maceratese (40%) e dell’Area Vasta 2 (29%), nel 2018 mostra però già un’omogeneizzazione tra Aree vaste essendo aumentate tutte le provenienze dagli altri territori di riferimento. Le consulenze chirurgiche sono state in totale 44, 69 quelle cardiologiche, 25 quelle dell’infettologo e 24 con il genetista. Ma i numeri di questi primi 12 mesi di attività, illustrati stamattina in una conferenza stampa organizzata al Santa Casa, raccontano anche che le patologie fetali riscontrate sono state in tutto 297, per lo più collegate a malformazioni maggiori e minori. Solo 29 sono state quelle impresse da anomalie cromosomiche o genetiche.

Un momento della conferenza stampa di stamattina all’ospedale di Loreto

IL TELECONSULTO AVANZATO CHE METTE IN RETE GLI OSPEDALI – Il centro si sta attrezzando per potenziare la sua operatività. “Il test di screening diventerà obbligatorio, secondo i nuovi Lea, per l’accesso alla diagnosi neonatale, e la Regione Marche dovrà scegliere quale eseguite e quale e offrire a tutte le donne in stato interessante nei centri selezionati. Prevede due passaggi, uno di tipo ecografico e il Cur di Loreto è pronto, e uno biochimico e il laboratorio analisi dell’ospedale di Loreto sta acquisendo l’apparecchiatura per poter centralizzare anche questa parte del test e poterlo avviare” ha spiegato Alessandro Cecchi, il medico responsabile del Cur di Loreto, che stamattina ha fatto da padrone di casa, accogliendo tra gli ospiti, il presidente regionale Luca Ceriscioli, il dg dell’Asur, Alessandro Marini con il direttore sanitario Asur Nadia Storti e il dg dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua, oltre all’assessore regionale Moreno Pieroni e al sindaco Paolo Niccoletti.

IL NUOVO SISTEMA DI REFERTAZIONE ENTRO FINE ANNO – “E’ partito inoltre in fase pre gara l’acquisizione del sistema di refertazione per tutti i punti nascita ecografici delle Marche per centralizzare i dati. – ha annunciato il medico – Questo permetterà di fare consulenze a distanza valutando le immagini ecografiche”. Stamattina è stato fatto un test ecografico sul prototipo a distanza in collegamento con gli ospedali di Senigallia e Macerata. L’ecografia dei nascituri sono state trasmesse in diretta live. L’ingegnere Germoni che guida il team di tecnici al lavoro per creare la piattaforma del teleconsulto avanzato, ha ipotizzato che il sistema per mettere in rete e centralizzare tutti dati delle immagini ecografiche sarà pronto tra 7 mesi. “Per il prossimo inverno prevediamo di averlo in funzione” ha ipotizzato. “L’utilità – ha chiarito il dottor Cecchi – sarà anche quella di evitare che la paziente debba muoversi dalla sua città di residenza per arrivare a Loreto e ma qui arriverà l’immagine ecografica”. Una scelta, quella di aver istituito il Cur, premiata anche da strutture di fuori regione e che ha permesso di risolvere problemi altrimenti devastanti, prima ancora della nascita del bambino. Almeno due sono stati infatti i casi di operazioni chirurgiche prenatali, eseguite in tempi rapidi grazie alla tempestiva diagnosi dei medici lauretani, alle quali sono state sottoposte due gestanti. La prima è stata una portata a termine all’ospedale di Zurigo per un caso di spina dorsale bifida del nascituro e l’altra al Salesi per problemi cardiaci del bambino. In entrambi i casi le conseguenze delle due patologie sono state arginate e sconfitte.

Il consulto ecografico su un gestante, mostrato stamattina all’ospedale di Loreto in diretta dall’ospedale di Senigallia (centro di I livello) con il supporto del primario Cester e del dottor Volpini

L’OSPEDALE DI COMUNITA’ LORETO – Il sindaco Paolo Niccoletti si è detto soddisfatto delle novità “Come primo cittadino ha affrontato con coraggio ho intrapreso con la mia città questo percorso di trasformazione del presidio di Loreto nell’ospedale di comunità. Un ospedale che oggi contempla servizi di eccellenza, come questo del Cur a servizio della comunità regionale, ma nel contempo la struttura non perde la sua vocazione di presidio sanitario per il territorio”. Nadia Storti, direttore sanitario dell’Asur ha proprio sottolineato come gli accessi al Pat del S. Casa, siano rimasti invariati (10mila anche nel 2017) dopo la declassazione e trasformazione del vecchio Punto di primo intervento. “Questo significa che la percezione che la popolazione ha della struttura è rimasta invariata – ha sottolineato il sindaco – e quindi la bravura dei tecnici e degli amministratori deve essere quella di riuscire a contemperare entrambe le esigenze della specializzazione in un’area più vasta e di cogliere le esigenze non meno urgenti del territorio”. Poi ha evidenziato “l’umanità con cui vengono accolte le donne e la disponibilità all’ascolto di tutto lo staff del dotto Cecchi nel Cur”.

L’ospedale di Loreto

NUOVI SERVIZI E INVESTIMENTI PER l’OSPEDALE DI LORETO – Sul plesso ospedaliero di Loreto sono stati investiti circa 1,5 milioni di euro, di cui 500mila euro per l’adeguamento alle normative antincendio e per migliorare il confort con l climatizzazione, hanno ricordato il direttore dell’Asur, Alessandro Marini e la stessa dottoressa Storti. “Abbiamo anche ampliato la diabetologia e l’allergologia perché i numeri sono molto elevati” ha ricordato il direttore sanitario Asur . Marini ha evidenziato che a Loreto sono state messe in piedi “esperienze ‘intervastali’, mettendo in piedi un’offerta finalmente quella rete dell’offerta di un’azienda sanitaria unica regionale, non esistono più le barriere tra aree vaste. Le esperienze divengono comuni. Per il Cur tutti gli utenti ci hanno ringraziato per la competenza e la gentilezza del personale”. Oltre alla prestazioni diagnostiche il team del dottor Cecchi affronta un colloquio con i futuri genitori per tranquillizzarli e metterli a conoscenza della situazione. Nel 2017 ne sono stati svolti 1112 e in questi primi 5 mesi del 2018 altri 623, oltre alle 506 ecografie del 2017 e le 288 del 2018. Gli esami invasivi (80% Villocentesi e 30% Amniocentesi) sono invece in calo. Se nel 2017 erano stati 280, nel 2018 sono stati solo 107 anche perché nel frattempo sono state applicate nuove tecniche diagnostiche. Il presidente regionale Luca Ceriscioli ha ricordato che oggi non può esistere più una sanità generalista. “Un pronto soccorso deve essere supportato da altri reparti – ha detto – ci deve essere rianimazione, radiologia, laboratorio analisi e chirurgia. Ma servono anche strutture che ha bisogno di strutture per chi ha bisogno risposte immediate ma non è in situazione grave. Chi ha accettata la sfida oggi vive in maniera molto positivamente il cambiamento. La sanità per acuti ha bisogno di poche strutture, altamente qualificate, per la fase più forte della malattia. Nelle Marche tredici ex ospedali sono diventati ospedali di comunità. Ciò non ha significato la chiusura, come affermano la strumentalizzazione politica e il dibattito negativo aperto dopo la trasformazione. Loreto è un esempio lampante: da ospedale con elementi di bassa attrattività e di rischio è diventato una struttura territoriale a servizio della comunità, che fa i ricoveri, che permette ai pazienti di sottoporsi agli esami abituali, e che ha anche al suo interno una eccellenza come questo centro unico regionale che dà una risposta alle donne marchigiane e anche a tante donne che si rivolgono qui da fuori regione”. Tra i tanti investimenti destinati a Loreto è prevista anche la climatizzazione della lungodegenza. “ll Centro  di diagnosi prenatale – ha chiuso il presidente Ceriscioli – ha raggiunto in breve tempo tutti gli obiettivi che ci eravamo dati all’inizio ed è già un punto di riferimento regionale di alta qualità grazie all’innovazione delle tecnologie necessarie e agli spazi che si offrono. I cambiamenti spaventano a volte, ma qui la trasformazione è stata fatta nel modo migliore. Noi avevamo tanti ospedali diffusi nel territorio e questo significava spesso bassa qualità, poche specializzazioni, alto rischio”.

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