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Salta l’ultimo faccia a faccia,
corrispondenza al fiele
tra Mancinelli e Tombolini

ANCONA - Il sindaco uscente, in corsa per il secondo mandato, rifiuta il confronto tv con lo sfidante Tombolini in vista del ballottaggio di domenica, con una lettera inviata alla redazione di èTV Marche. «Non voglio prestarmi all'ennesimo spettacolo trash del candidato». La replica di Tombolini: «Il mio programma per Ancona non è spazzatura. Solita arroganza da parte di Mancinelli»
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I candidati per la poltrona di Palazzo del Popolo. A sinistra il sindaco in corsa per il secondo mandato, Valeria Mancinelli, a destra lo sfidante, Stefano Tombolini

 

«Da parte di Tombolini solo insulti e prevaricazioni nei miei confronti, poca sostanza sui contenuti, non parteciperò al confronto televisivo. Sarebbe l’ennesimo spettacolo trash del mio avversario a cui non intendo prestarmi». Così, con una lettera inviata agli studi di èTV Marche, il sindaco in corsa per il secondo mandato, Valeria Mancinelli, declina l’invito della redazione a partecipare al contraddittorio tv, previsto per domani sera sul canale 12, in vista del ballottaggio di domenica 24 giugno. Non si è fatta attendere la replica dell’avversario alle urne, Stefano Tombolini. «Ancora una volta l’ex sindaca renziana scappa dal confronto − scrive Tombolini in una nota −. I contenuti della sua missiva si commentano da soli e danno il senso pieno della sofferenza interiore di chi ha paura di perdere lo scettro del potere. Con la solita arroganza taccia di trash tutto quello che di buono ho progettualmente presentato alla città».

Il sindaco torna nella sua lettera a mettere l’accento sui «fatti raccontati durante questa campagna elettorale, quelli evidenti a tutti, che stanno cambiando passo dopo passo la nostra città da cinque anni, e quelli che verranno. Penso soprattutto alla riqualificazione dei nostri quartieri, a partire dagli Archi, ma non solo. Non sogni né slogan: ho scelto di parlare sempre e solo di quei progetti che hanno solide radici e certezza di realizzazione, perché hanno già le risorse economiche, sono partite le progettazioni e a volte anche gli appalti. Sul terreno della sincerità e della credibilità si fonda il mio rapporto con i cittadini, da sempre. Su questo non derogo, con le facili promesse tipiche delle campagne elettorali. È un rigore che mi do come persona, a costo di sembrare a volte poco simpatica. A fronte di questo − sottolinea Mancinelli − mi sono ritrovata contro una campagna del candidato Tombolini fatta di slogan e poca sostanza, dico io, ma soprattutto di insulti e prevaricazioni. Potrei citare tanti esempi, ma basta aprire in questi giorni le pagine social sua e dei suoi candidati per capire la montagna di insulti che ricevo quotidianamente, anche sul piano personale».

Inutile, dunque, per Mancinelli un altro confronto con il candidato Tombolini. Un faccia a faccia che nulla aggiungerebbe «alla sostanza, alle proposte per i cittadini, all’idea di città che voglio raccontare e su cui i cittadini hanno diritto di misurarci tutti». Nessun ulteriore contraddittorio per questa campagna elettorale. Un rifiuto che non va giù allo sfidante Tombolini. «Come si permette di tacciare il mio programma come spazzatura − insorge Tombolini −. La mia Ancona esige rispetto e non contumelie da salotto radical chic. Passi la sua pur criticabile e intollerabile annuncite ulcerosa che spesso trova colpevolmente sponda in insospettabili gangli del sistema, ma questa del trash, della spazzatura proprio poteva e doveva risparmiarsela. A chi dice bugie, a chi offende la mia Ancona, i miei concittadini, non si porge ipocritamente la mano. La si sconfigge alle urne. Col voto si vince. E domenica mi aspetto che l’ex sindaca renziana capisca davvero cosa significhino educazione e rispetto per la propria comunità».

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