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Muore in ospedale,
la famiglia dona gli organi:
una speranza per cinque persone

MACERATA - I parenti di W.A.A., 51enne deceduto a causa di un'emorragia cerebrale, hanno scelto di aiutare chi era in attesa di trapianto. Un'operazione complessa durata fino a notte fonda e che ha coinvolto equipe anche di Bologna e Ancona
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L’ospedale di Macerata

 

Una tragedia trasformata in speranza per cinque pazienti in attesa di trapianto grazie alla generosità di una famiglia. A Macerata la famiglia di W.A.A., un uomo di 51 anni morto a causa di un’emorragia cerebrale, ha deciso di donare gli organi rendendo possibile la cura di cinque pazienti in lista di attesa grazie al trapianto di fegato, reni e cornee. Il prelievo multiorgano, eseguito nell’ospedale di Macerata, è iniziato alle 23 con l’arrivo delle équipe chirurgiche dell’ospedale Sant’ Orsola di Bologna e dell’ospedale Torrette di Ancona che, assieme all’équipe oculistica e al personale del blocco operatorio di Macerata, hanno eseguito il complesso intervento che si è concluso a notte fonda, alle 4.  L’uomo era stato ricoverato nel pomeriggio del 23 giugno nell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione per una grave emorragia cerebrale. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi e, nonostante tutti gli sforzi del personale sanitario, nella mattinata del 29 giugno si evidenziavano i segni della “morte cerebrale” poi accertata dal collegio medico. Molte decine i professionisti impegnati nell’operazione – tra chirurghi, medici, biologi, tecnici neurologi, infermieri, inservienti e autisti – che ha visto coinvolto il laboratorio Analisi e trasfusionale, il servizio di Anatomia patologica, i reparti di Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia, Dermatologia, Nefrologia, Neurologia, Pneumologia, Radiologia, Urologia, la direzione medica ospedaliera, il 118 e il personale del blocco operatorio.

«Siamo rimasti molto colpiti e commossi  dalla sensibilità mostrata dalla famiglia – spiega il coordinatore locale Trapianti Gianrenato Riccioni –, che con questo  prezioso gesto d’amore ha restituito a molti pazienti una speranza di vita. Senza il loro gesto, nulla sarebbe stato possibile. Ringrazio  in particolar modo la moglie che, in un momento di così profondo dolore, è riuscita a trovare la forza di pensare agli altri malati». Anche il direttore di Area vasta 3, Alessandro Maccioni, ringrazia la famiglia e gli operatori coinvolti per la disponibilità e sensibilità dimostrate.

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