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Si intasca i soldi dei condomini:
amministratore patteggia
Svolgerà lavori di pubblica utilità

ANCONA - Il giudice gli ha inflitto un anno e otto mesi di reclusione, pena sospesa ma subordinata allo svolgimento di un'attività quotidiana per l'Unione italiana ciechi. Circa 400 mila euro il danno causato alle unità abitative da lui amministrate
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Il tribunale

 

Finisce sul banco degli imputati per essersi intascato i soldi destinati a pagare le spese condominiali dei palazzi che, in teoria, avrebbe dovuto tutelare: amministratore di condominio patteggia un anno e otto mesi di reclusione. Il verdetto, che ha anche stabilito il pagamento di 600 euro di multa, è stato emesso questa mattina dal giudice Carlo Masini. La pena è sospesa, ma subordinata allo svolgimento di attività di pubblica utilità. L’uomo, un anconetano di 44 anni ex dipendente di una società che amministra condomini in tutta la città, ha scelto di lavorare quotidianamente per l’Unione italiana ciechi. Come parte civile si erano costituite alcune unità abitative, tramite l’avvocato Jacopo Saccomani. Ma con il patteggiamento non è previsto il risarcimento del danno, almeno in sede penale. Una ventina i condomini che, stando a quanto ricostruito dalla procura, sarebbero stati truffati dal 43enne, accusato di appropriazione indebita. Erano stati presi di mira appartamenti sparsi in tutta la città, dalle Brecce Bianche fino a Torrette, passando per le vie del centro, come via Trieste e via Torrioni. Tra il 2012 e il 2014, l’uomo si sarebbe intascato circa 400 mila euro, veicolando sul suo conto soldi destinati alle spese condominiali. Stando a quanto ricostruito dalla procura, era soprattutto tramite bonifici bancari e assegni che il 43enne avrebbe strappato ai suoi ex assistiti i soldi, destinati in prima battuta alla società per cui l’anconetano lavorava. Una società del tutto estranea alla vicenda che, all’interno del processo, è figurata come parte lesa.

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