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Facevano razzia di articoli sacri:
arrestati i predoni delle chiese

INDAGINE - Otto colpi assestati tra marzo e luglio nei luoghi di culto delle Marche e dell'Emilia Romagna. Il pellegrinaggio criminale di Salvatore Rizzo e Salvatore Arturo Caudullo è terminato con un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal gip Carlo Cimini dopo le indagini portate avanti dai carabinieri. Il primo furto alla cattedrale di Senigallia
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Le reliquie ritrovate dai carabinieri nell’operazione “Pellegrinaggio criminale”

 

di Federica Serfilippi

(foto di Giusy Marinelli)

Entravano in chiesa, scattavano qualche foto, pregavano e poi rubavano le reliquie sacre per rivenderle ai compro oro. Secondo gli investigatori era questo il modus operandi messo in atto da due pluripregiudicati specializzati nei furti in luoghi sacri. In poco meno di tre mesi, la coppia avrebbe compiuto otto colpi tra le chieste delle Marche e dell’Emilia Romagna. Nella nostra provincia sono state colpite tre strutture: la Collegiata di Santo Stefano di Castelfidardo, la cattedrale e la chiesa della Maddalena di Senigallia. Proprio da questi blitz ha preso corpo l’operazione “Pellegrinaggio Criminale”, coordinata dal pm Ruggiero Dicuonzo e portata avanti sul campo dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale con la collaborazione dei colleghi di Osimo e Senigallia. Pochi giorni fa, l’emissione di un provvedimento di custodia cautelare per i due ladri firmato dal gip Carlo Cimini: il 34enne Salvatore Rizzo e il 55enne Salvatore Arturo Caudullo, entrambi residenti in Emilia Romagna, sono finiti dietro le sbarre del carcere riminese con l’accusa di furto aggravato in concorso. Fondamentali per le indagini sono state le immagini di videosorveglianza recuperate da alcune strutture religiose e le comparazioni fisiognomiche del volto dei due arrestati eseguiti dalla polizia scientifica di Ancona. In due occasioni, i ladri avrebbero agito in coppia. In tutti gli altri colpi contestati, invece, avrebbe operato solamente Rizzo. Il 34enne era uscito dal carcere nel 2014 dopo una condanna rimediata proprio per alcun blitz commessi all’interno delle chiese della provincia modenese.

Le immagini delle spycam delle chiese di Senigallia e Castelfidardo

Stando a quanto emerso dalle indagini, la coppia si muoveva prevalentemente in treno. Rizzo sarebbe l’autore materiale dei furti, mentre Caudullo (che di professione fa il bidello) avrebbe fatto da palo. Il primo colpo accertato è avvenuto il 23 marzo alla chiesa Collegiata di Santo Stefano. A sparire era stata una corona in ottone dorato. La reliquia non è stata ritrovata. Stesso destino per gli oggetti sacri trafugati in due chiese di Senigallia. La prima ad essere colpita, la mattina del 26 aprile, è stata la cattedrale dove i ladruncoli hanno messo mano a due calici bagnati d’oro. Il primo maggio è toccato alla chiesa della Maddalena. Qui sono stati rubati varie fregi di cristallo a forma di stella, due corone in oro  e un fregio dorato con la scritta “Ave”. Altri furti sono stati commessi a Faenza, Piacenza, Pesaro e Imola. Lo scorso 25 maggio, il primo scacco matto al 34enne: l’uomo è stato fermato dai carabinieri di Rimini e sottoposto a perquisizione personale. Di lì, l’aggancio a un compro oro della zona dove i militari hanno scoperto e sequestrato vari frammenti di reliquie che Rizzo aveva portato pochi giorni prima per venderli al titolare dell’attività commerciale. Gli accertamenti hanno anche permesso di risalire a un calice rubato in una chiesa di Faenza il 21 maggio. Altri frammenti sequestrati non sono stati ancora identificati e legati alla chiesa d’appartenenza. Per questo, l’iter investigativo non si è ancora concluso.

 

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