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Il Premio Marche rinasce dopo 20 anni
grazie alla sinergia con le cento torri
Al Forte le opere di Ferretti e Pericoli

ASCOLI - Il fregio ideato negli anni '50 dall'anconetano Arturo Trifogli era finito nell'oblio. Oggi diventa una biennale itinerante che muoverà i primi passi in città: prima con un concorso per agli artisti marchigiani (in giuria anche Sgarbi) poi con una mostra al Malatesta dal 17 novembre al 31 gennaio e una finestra dedicata ai big
sabato 15 Settembre 2018 - Ore 19:04
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Le presentazione del rinnovato Premio Marche

di Luca Capponi 

Nonostante la sua storia “travagliata” resta uno dei momenti più alti dedicati all’arte contemporanea. Il Premio Marche, storicamente legato alla città di Ancona, dopo un’assenza di venti anni torna a far parlare di sé. E lo fa con un format itinerante che prende il via dalle cento torri, con una vera e propria biennale che porterà in loco grandi opere e grandi artisti. Rigorosamente marchigiani, o quanto meno che abbiano con la regione un rapporto di vera prossimità. Nomi che vanno da Tullio Pericoli fino a Dante Ferretti, giusto per citarne due.

Sgarbi sarà nella giuria del premio (foto Vagnoni)

L’evento/concorso, che culminerà in una mostra che si terrà al Forte Malatesta dal 17 novembre al 31 gennaio, è stato presentato da Stefano Tonti, artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, per l’occasione nelle vesti di presidente dell’Associazione Marchigiana Iniziative Artistiche. «Negli anni Cinquanta il Premio Marche godeva di prestigio nazionale grazie a una doppia veste fatta di concorso ed ospiti di rango. -spiega- La serie di problemi incontrati nella città in cui è nato, vale a dire Ancona, ci ha portato ai due decenni di oblio, da cui però siamo usciti grazie anche ad Ascoli, sempre con l’obiettivo di divulgare la conoscenza e valorizzare la scena regionale nell’ambito delle arti visive contemporanee».
Con lui, in sede di lancio dell’iniziativa, c’erano il sindaco Guido Castelli, l’assessore alla cultura Piersandra Dragoni, il direttore dei Musei Civici Stefano Papetti nonché il deputato Giorgia Latini e Arianna Trifogli, figlia di Alfredo, ex sindaco anconetano e storico fondatore della manifestazione, a cui sarà dedicato il premio della critica. Oltre a quest’ultimo, ci sarà il fregio principale (in giuria c’è anche Vittorio Sgarbi) che vedrà i 12 artisti selezionati, a fronte del riconosciuto valore e dell’aderenza dell’opera presentata al tema del concorso (“L’interpretazione artistica come armonia”), partecipare alla successiva edizione che, tra due anni e sempre ad Ascoli, andrà in scena con carattere però nazionale.
Le dodici opere vincitrici, poi, verranno acquistate dal Comune e, dopo l’esposizione al Forte, finiranno nella rinnovata Galleria d’Arte Contemporanea Licini. «Ascoli è stata scelta per via della qualità e della quantità dei luoghi espositivi e per via della sempre viva proposta culturale» ribadisce Tonti.
Come detto, oltre alla sezione del concorso, sarà attiva parallelamente una sezione con una serie di pezzi da novanta che saranno in loco con un’opera a testa: Ubaldo Bartolini, Pierpaolo Calzolari, Luigi Carboni, Enzo Cucchi, Giorgio Cutini, Bruno D’Arcevia, Dante Ferretti, Omar Galliani, Giuliano Giuliani, Elio Marchegiani, Eliseo Mattiacci, Tullio Pericoli, Oscar Piattella, Nino Ricci, Mario Sasso, Roberto Stelluti, Valeriano Trubbiani, Giuliano Vangi e Valter Valentini.
Per chi volesse partecipare al concorso, invece, la possibilità di iscriversi scade il 4 ottobre, tramite un bando presente sul sito del Premio Marche.

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