facebook rss

Siro, il dinosauro del Conero
«Una scoperta eccezionale
e il bello inizia adesso»

CAMERINO - Presentato ad Unicam il ritrovamento dell'archeologo Luca Natali, a cui hanno collaborato il geologo Giuseppe Crocetti e il biologo Alessandro Blasetti: 11 orme di 110 milioni di anni fa appartenenti a un rettile marino preistorico. Erano incastonate nella roccia, ancora non si sa a che specie appartengano. A breve una pubblicazione scientifica
giovedì 18 Ottobre 2018 - Ore 17:28
Print Friendly, PDF & Email

Una possibile ricostruzione di Siro

 

di Monia Orazi

Per ora è stato ribattezzato “Siro”, in onore del comune di Sirolo, dove è avvenuta la scoperta. Si tratta del dinosauro marino preistorico, che circa 110 milioni di anni fa, lasciò impresse undici orme, una alternata all’altra come avviene in una camminata, grazie alle sue quattro zampe terminanti con una serie di pinne, sul fondale fangoso del mare, a circa duecento metri di profondità.

Serie di orme fossili preistoriche

Al momento non si sa con precisione quale tipo di animale fosse, è ancora presto per dargli un volto ed un nome definitivo, promettenti e lunghi studi sul suo conto sono appena iniziati. Tutto è nato da una ricognizione dall’archeologo Luca Natali, che ad un certo punto, in una zona del Conero, nota delle orme su una parete di roccia. Lo scienziato, rimasto sorpreso, si è avvicinato e ha scoperto che proiettavano ombra sulla roccia sottostante. Ha subito pensato che fossero di un animale marino, ipotesi che gli studi da lui portati avanti per alcuni anni insieme al biologo Alessandro Blasetti ed al geologo Giuseppe Crocetti, hanno confermato. «Non finisce qui, il bello inizia adesso, sarà presto data alle stampe una pubblicazione scientifica, di questa scoperta che si può definire eccezionale, poiché è stato un caso fortuito che quelle impronte si siano impresse su uno strato di fango carbonato, poi solidificato e non siano rimaste sepolte, ma siano state sollevate dalla tettonica e portate alla luce da una frana, fortunatamente sono state notate, prima che una frana le distruggesse per sempre», hanno detto i tre scienziati stamattina, nel corso della presentazione dell’importante scoperta scientifica, avvenuta nell’auditorium Benedetto XIII.

 

Fossile di dinosauro

 

Una passeggiata in una zona scoscesa del Conero, non accessibile al pubblico, che si trova lungo una parete di roccia da cui si ammirano le punte rocciose delle Due Sorelle, è avvenuta grazie al mix di curiosità, fortuna, ma anche conoscenza e competenza accumulate da Natali nel corso degli studi e degli anni di esperienza. Coadiuvato dal team di colleghi, Natali seguito da Crocetti e Blasetti, ha esposto i dettagli della scoperta all’auditorium gremito di studenti, ma anche di tanti esperti che non si sono voluti perdere l’illustrazione di questa “cartolina storica”, che arriva direttamente a noi dal Mesozoico, quando le terre emerse erano molto diverse da come le conosciamo oggi, popolate da dinosauri di ogni tipo, che spadroneggiavano anche nell’aria e sott’acqua. Con una presentazione è stato mostrato il bellissimo luogo panoramico dove sono state trovate a sessanta metri di altezza circa, le orme di Siro, resti fossili venuti alla luce soltanto perché lo strato di roccia più antica che le copriva, è franato su quelle sottostanti più recenti. Sono fossili ed impresse su un sedimento roccioso di maiolica.

Ciro, il dinosauro “italiano” fossile

Gli studi proseguiranno, per datare con maggiore precisione quella roccia dove si trovano, vedere se contiene microrganismi o altri dettagli che possano far capire il contesto naturalistico nel quale viveva il rettile marino, contribuendo così a dargli un volto. Di certo si sa soltanto che Siro aveva quattro zampe e gli arti pinnati. Potrebbe trattarsi di un plesiosauro, un ittiosauro, forse un notosauro, saranno ulteriori studi a dare certezza a quelle che al momento sono soltanto ipotesi di ricerca. Quanto scoperto sinora è stato raccolto in una pubblicazione scientifica, che presto sarà data alle stampe. La mattinata è stata l’occasione di approfondire per i presenti, l’affascinante mondo dei dinosauri, del nesso esistente tra gli antichi sauri e gli uccelli moderni, di conoscere “Ciro” uno dei pochi dinosauri italiani fossili, immortalato nel calco di roccia subito dopo la morte, avvenuta tra l’altro dopo un pasto. Si è parlato anche del museo delle Scienze Unicam reso inagibile dal terremoto e che era ospitato nel polo di San Domenico. Siro oggi ha debuttato ufficialmente nel mondo scientifico ed in quello della divulgazione, se ne sentirà parlare ancora per anni, sia perché la ricerca scientifica che lo riguarda deve essere ancora completata, sia per l’eccezionalità della scoperta di questa pista di orme, di cui si trovano soltanto altri due siti al mondo, uno in provincia di Pesaro-Urbino, l’altro in Cina. Il prossimo passo potrebbe essere la ricostruzione tridimensionale, della “passeggiata preistorica” di Siro, per completare il quadro di indagine scientifica. Ad introdurre l’incontro sono intervenuti il pro rettore vicario Graziano Leoni, Gilberto Pambianchi presidente del polo museale Unicam, il professor Alessandro Montanari del centro Coldigioco di Apiro, Filippo Invernizzi del parco del Conero.

 

La zona scoscesa sopra alle Due Sorelle dove è stata rinvenuta la serie di orme di dinosauro preistorico

Rettile preistorico sul Conero: trovate 11 orme di 110 milioni di anni

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X