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Esalazioni e inquinamento
del San Sebastiano:
due indagati alla Bufarini

FALCONARA - Azienda accusata di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose, i carabinieri del Noe sono risaliti all'impianto di Castelferretti. La notte del 10 ottobre i residenti si erano riversati in via Saline per protestare contro l'aria irrespirabile
venerdì 19 Ottobre 2018 - Ore 20:42
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I carabinieri del Noe nell’azienda di trattamento dei rifiuti di Castelferretti

di Giampaolo Milzi

Alla fine i carabinieri sembrano essere venuti a capo, grazie all’operazione di polizia giudiziaria eseguita giovedì mattina, del fenomeno quasi cronico concretizzatosi negli ultimi anni nelle ondate d’aria pestilenziale di cui è stato vittima il quartiere falconarese di Castelferretti. I militari del Nucleo ecologico (Noe) di Ancona si sono presentati nella sede operativa della “Bufarini Servizi Ambientali”, in via Saline 22, e hanno sequestrato (atto con valore probatorio) il server degli apparati informatici dell’impresa, documenti relativi la tracciabilità (in uscita e in entrata) dei rifiuti speciali di tipo pericoloso (in prevalenza solventi chimici) e non, oggetto delle operazioni di trattamento e smaltimento aziendale, e certificazioni sul rilevamento della qualità dell’aria. Il prelievo delle documentazioni e i sigilli all’apparecchiatura elettronica sono stati attuati dopo una serie di perquisizioni e accertamenti sul posto, come campionamenti di rifiuti e vari rilievi tecnici, effettuati tramite le strumentazioni in dotazione all’Arma. Particolarmente efficace è risultato l’uso di un liquido denominato “tracciante colorato”, grazie al quale sono stati individuati “punti di emissione e di collettamento alla rete fognaria nonché ad un torrente d’acqua (il vicino torrente San Sebastiano, ndr)”, si legge in una nota del comando Noe. Nei confronti dei due titolari i carabinieri hanno ipotizzato i reati di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose. Ipotesi di illecito penale indicate in una relazione inviata alla procura della Repubblica, che aveva dato l’input per l’attività investigativa e che ora sta vagliando il materiale acquisito dai carabinieri. All’operazione, oltre agli uomini del Noe, hanno partecipato colleghi di una pattuglia del Radiomobile e del Comando Norm della Compagnia di Ancona, oltre a vigili del fuoco e personale dell’Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpam). Secondo le indagini dei carabinieri ci sarebbe una relazione diretta tra le attività dell’azienda e i numerosi casi di esalazioni maleodoranti che almeno dal 2014 sono stati segnalati da semplici cittadini – e in particolare dai comitati “Malaria Castelferretti Falconara” e “Ondaverde” – a Noe, Comune di Falconara Marittima e Procura della Repubblica. L’ultimo episodio? Il 10 ottobre scorso, quando i residenti di Castelferretti si sono riversati in via Saline per protestare contro l’aria irrespirabile, ottenendo l’arrivo dei carabinieri della tenenza di Falconara, i vigili del fuoco e del sindaco Stefania Signorini per un primo sopralluogo.

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