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Violentata e costretta a prostituirsi
per riabbracciare la figlia: maxi
condanna per due aguzzini

ANCONA - Due fratelli romeni sono stati condannati a scontare 14 anni e 10 mesi di reclusione per violenza sessuale, sequestro di minore, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il pm Daniele Paci aveva chiesto una pena di 19 anni
lunedì 29 Ottobre 2018 - Ore 16:09
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Foto d’archivio

 

Abusata sessualmente, avviata alla prostituzione e costretta a vendere il suo corpo per riabbracciare la figlioletta sequestrata da due aguzzini. E’ questo il quadro ricostruito dalla procura attorno alla storia di una 24enne romena, tra il 2016 e il 2017 vittima di suoi due connazionali. Questa mattina, per loro è arrivata la stangata da parte della Corte d’Assise. Entrambi, fratelli di 31 e 23 anni, sono stati condannati a scontare 14 anni e 10 mesi di reclusione. Il pm Daniele Paci ne aveva chiesti 19. Riconosciuti tutti i capi d’imputazione: violenza sessuale (su 3 episodi ne è caduto uno solo), sequestro di minore a scopo estorsivo, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Gli imputati, difesi entrambi dall’avvocato Filippo Paladini, sono attualmente irrintracciabili. Ad ascoltare la sentenza, la madre dei due fratelli, testimone al processo. Stando a quanto emerso, la 24enne era stata fatta venire in Italia dalla Romania dal 31enne con la promessa di una nuova vita e un matrimonio, in realtà mai avvenuto. La donna era arrivata ad Ancona con la figlioletta di due anni e mezzo. Gli imputati, con la complicità del padre (condannato in abbreviato) avevano avviato la 24enne alla prostituzione sulla Flaminia, pretendendo da lei anche i proventi derivati dagli incontri con i clienti. L’attività da squillo doveva finire dopo poche settimane, invece era proseguita per diversi mesi durante i quali i due fratelli avrebbe anche abusato sessualmente della connazionale. Per circa un mese, stando alle accuse, avrebbero anche tenuto segregata in un appartamento di Collemarino la minore. Per riaverla, la madre avrebbe dovuto sganciare due mila euro. Come li aveva trovati? Facendo la squillo. Da parte della difesa è sicuro il ricorso in appello. Per quanto riguarda il capitolo del sequestro, i giudici hanno valutato la lieve entità del fatto, ridimensionato in udienza anche dalla madre degli imputati: la 24enne avrebbe avuto accesso in maniera libera all’appartamento di Collemarino, vedendo la bimba senza particolari ostacoli.

Costretta a prostituirsi per riavere la figlia sequestrata: chiesti 19 anni di carcere a due aguzzini

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