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Stop alla prescrizione, penalisti
in sciopero Piazzolla: «Gravissimo
attacco ai principi giuridici»

ANCONA - Così il presidente della Camera Penale sull'astensione proclamata da domani fino a venerdì per dissentire sull'ipotesi della modifica di alcune norme in materia giustizia. Serenella Bachiocco, Ordine Avvocati: «La ragione durata del procedimento è un articolo della costituzione. I cittadini hanno diritto a vedere definita la loro situazione giuridica»
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Gli avvocati Piazzolla e Bachiocco

 

La giustizia penale si ferma da martedì 20 a venerdì 23 novembre in aperto dissenso con la paventata modifica in materia di prescrizione. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona con il sostegno dell’Unione delle Curie, e la Camera Penale di Ancona sono uniti nella posizione convinti che la riforma nasca più dal momento politico che dalla conoscenza del diritto, proposta senza sentire tutti gli attori in causa tra i quali gli avvocati, sia sbagliata nei principi e nelle motivazioni. Ne sono convinti Serenella Bachiocco, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ancona congiuntamente a Ferdinando Piazzolla, Presidente della Camera Penale di Ancona. L’emendamento al decreto prevede di stoppare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio anche in caso di assoluzione. Significa che una volta superato un primo processo, i reati per cui la legge prevede una scadenza non potranno più andare in prescrizione, indipendentemente dalla lunghezza del processo. «Quando si vanno a fare le riforme − ha detto la Bachiocco − si dovrebbe agire in maniera organica, prevedendo non solo il caso contingente, ma quello che avverrà nel futuro. Noi avvocati abbiamo l’impressione che si guardi il solo momento politico e non l’organicità del sistema giuridico». Sul merito della prescrizione, l’avvocato Piazzolla: «Non importa se c’è sentenza di condanna o di assoluzione, dopo il primo grado si chiude l’orologio. Da quel momento, ci possono essere altri due gradi di giudizio svincolati dal limite temporale. Si è ormai formata l’opinione pubblica maggioritaria per il quale chi va sotto processo è colpevole e deve andare in galera. È una visione che fa tornare indietro nei tempi. Il governo utilizza lo slogan basta impunità? Non funziona così,  anche perché il tempo  si arresta anche per una persona assolta. La ragionevole durata del procedimento è un articolo della costituzione. Siamo di fronte a  un attacco dei principi giuridici». Gli avvocati ribadiscono la convinzione che «sia impossibile fare le riforme a costo zero e che occorrano dunque prevedere le risorse necessarie ma anche che vadano inquadrate nella prospettiva allargata del diritto e non facendo riferimento al caso contingente. Differentemente, anche questa riforma, come le precedenti, è destinata a fallire o comunque a restare sostanzialmente inapplicata». Infine, un commento su quanto detto dal ministro Bonafede, anche lui avvocato, che ha definito i penalisti come degli azzeccagarbugli. «Doveva evitare di dirlo − ha concluso la presidente degli avvocati dorici e  ci siamo sentiti offesi. S’è scusato, ben venga, possiamo superare questa cosa, ma il ministro  ci deve ascoltare perché siamo dei giuristi e siamo in grado di dirgli quali sono le cose essenziali sui processi e su quanto avviene nei tribunali».

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