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Pozzo dell’orrore, indagato per omicidio
il fidanzatino della 15enne Cameyi

PORTO RECANATI – La procura lo aveva convocato per oggi per essere interrogato ma non si è presentato. Dalle indagini emerge che il giovane ha detto cose non vere e che era geloso e in passato aveva aggredito e minacciato la ragazza che sparì nel 2010. I suoi resti sono stati trovati a marzo
giovedì 29 Nov 2018 - Ore 18:00
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La zona degli scavi

 

di Gianluca Ginella

Pozzo dell’orrore, la procura ha indagato il fidanzato di Cameyi Mosammet per omicidio e occultamento di cadavere. Il giovane, bengalese, era stato convocato per oggi per essere interrogato ma non si è presentato. La procura aveva fatto richiesta alle autorità bengalesi di contattare il ragazzo, Monir Kazi.

Cameyi Mosammet

Non esistono comunque accordi tra Italia e Bangladesh. Al momento non si può sapere se in effetti sia stato notificato a Kazi l’invito a comparire. Comunque il procuratore Giovanni Giorgio e il sostituto Rosanna Buccini, in base a quanto sin qui emerso, contestano al ragazzo i reati di omicidio e occultamento di cadavere della 15enne bengalese.

Il medico legale Roberto Scendoni, a destra, sul pozzo dove sono state trovate le ossa

La ragazza era sparita il 29 maggio 2010. I suoi resti sono poi stati trovati il 28 marzo scorso in un pozzo e in un terreno vicino all’Hotel House di Porto Recanati. All’Hotel House viveva Kazi. Il giovane aveva detto di non aver visto la ragazza quel giorno. Ma le indagini svolte dalla Squadra mobile di Ancona lo smentiscono. Ci sono riprese alla stazione di Porto Recanati in cui si vede Cameyi in compagnia del fidanzatino. Inoltre il cellulare della 15enne è risultato essere acceso fino alle 12 di quel giorno e in quelle ore era a Porto Recanati. Poi il vuoto. Si sa che alle 15 Kazi ha avuto un malore ed è stato soccorso dalla Croce Azzurra. E’ inoltre emerso che era geloso e che in passato aveva aggredito e minacciato la 15enne. Le indagini sono però state limitate dal fatto che in base ai resti trovati di Cameyi non è possibile stabilire la causa della morte. Il procuratore auspica che chi sia in possesso di informazioni utili si presenti dai carabinieri, dalla polizia, Guarda di finanza o direttamente in procura per rendere noto quanto di sua conoscenza.

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