facebook rss

Sanità, 57 operatori sanitari
in meno a Torrette nel 2019

ANCONA - Sindacati sul piede di guerra: «il governo regionale riveda i tagli». Nella revisione della dotazione organica, rimodulata annualmente in relazione al piano triennale del fabbisogno del personale, l'azienda ospedaliera risulta ridimensionata
venerdì 30 Novembre 2018 - Ore 22:14
Print Friendly, PDF & Email

L’ospedale regionale di Torrette

 

 

Una contrazione della dotazione organica di 57 unità, pari ad un risparmio di 1,7 milioni di euro, a causa del superamento dei costi previsti. Si preannuncia un 2019 all’insegna delle sforbiciate per il  personale dell’ospedale di Torrette, con una rimodulazione del fabbisogno al ribasso. A denunciare il taglio sono le sigle sindacali Anaao Assomed Marche, Aaroi-Emac, Cgil, Cimo, Cisl Medici, Fassid-Snr, Fvm: «nonostante la Direzione Generale dagli Ospedali Riuniti abbia presentato un piano strategico elaborato per le necessità dell’ospedale finalizzato a garantire il mantenimento e lo sviluppo delle eccellenze che hanno sempre contraddistinto questa realtà – scrivono in una nota –  tale proposta non è stata accettata dalla Regione Marche». Il rischio è che la contrazione della dotazione organica si rifletta anche sui servizi erogati poiché, proseguono i sindacati,  «avere servizi azzoppati, perché privi degli organici minimi per funzionare, mantenere funzioni/reparti indeboliti al loro interno non solo è improduttivo, ma persino pericoloso, per gli utenti e per gli stessi operatori». Già oggi Torrette soffre di carenza di organico a fronte di un’attività in continuo aumento, anche grazie ai reparti di eccellenza e per effetto della chiusura di punti di primo intervento come quello di Chiaravalle. Carenza resa evidente dal continuo splafonamento del fondo per gli straordinari. «I tagli previsti del personale, sia medico che infermieristico, porteranno ad un’inevitabile contrazione dei servizi che penalizzeranno l’utenza – concludono le OO. SS. – . Con tale prospettiva, l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona perderebbe inevitabilmente le sue peculiarità ed invece di avere miglioramenti ed implementazioni al passo con le indicazioni impartite dagli standard ministeriali, avrebbe una retrocessione non augurabile sotto tutti i punti di vista».

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X