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Giustizia virtuosa: più confische
che spese. Resta il nodo
della carenza di organico

ANCONA - I dati emergono dal primo Bilancio sociale dell'ufficio, presentato questa mattina dal procuratore generale Sergio Sottani. Assunti, dopo 19 anni di attesa, profili di assistente giudiziario e sono in arrivo da gennaio nuovi tirocinanti
martedì 4 Dic 2018 - Ore 19:49
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da sx: il rettore Univpm, Sauro Longhi, il procuratore generale, Sergio Sottani, e il presidente della Corte di Appello di Ancona, Luigi Antonio Catelli

 

Il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini

 

di Martina Marinangeli

(foto Giusy Marinelli)

Giustizia virtuosa: la Procura generale di Ancona è autosufficiente quanto a costi di gestione delle attività, grazie alle confische messe in atto nel 2017. Il dato economico emerge dal primo Bilancio sociale dell’ufficio, stilato con l’ausilio dell’Ordine dei commercialisti e illustrato oggi, nella Loggia dei Mercanti, dal procuratore generale Sergio Sottani, secondo cui il documento «serve a ricordarsi come e per chi facciamo giustizia, rendendone conto alla collettività». Grazie anche alla collaborazione con il Comando regionale della guardia di finanza, nel 2017 sono stati confiscati beni per un valore di 1,3 milioni di euro, a fronte di costi sostenuti dall’ufficio pari a 1,2 milioni. Se questo è il dato positivo, resta però ancora da sciogliere il nodo della carenza di organico nella Procura di Ancona: «paradossalmente − osserva Sottani − erano già coperti quei posti di assistente che sono stati coperti dal Ministero, mentre sono scoperti tutti gli altri».

Tra gli altri aspetti significativi emersi dal bilancio sociale, il fatto che nelle Procure del distretto, «per la prima volta dopo 19 anni, siano stati assunti dei profili di assistente giudiziario, per giunta anagraficamente giovani – sottolinea il procuratore –. Inoltre, nel mese di gennaio, arriveranno in Procura per sei mesi nuovi tirocinanti, sulla base dell’accordo fatto il novembre scorso con l’Università, ulteriore iniezione di energie per l’ufficio».

Calano a soli 1760 euro le spese postali grazie all’informatizzazione degli uffici giudiziari: «nel momento in cui viene tutto trasmesso per via telematica, si abbattono i costi».

Dal rendiconto economico, emerge che, nel 2017, i costi del personale si sono assestati sul milione di euro lordo circa – 514 mila euro per gli amministrativi e 554 mila euro per i magistrati -, mentre i costi della struttura, tra cui le utenze e le manutenzioni, hanno raggiunto i 181 mila euro. Più limitate le spese di giustizia (17.742 euro) e i costi di funzionamento (16.400 euro), per un totale di 1,28 milioni di euro, in diminuzione rispetto agli 1,38 milioni del 2016.

A fronte delle spese, tra luglio 2017 e giugno 2018 sono stati definiti, nel settore penale, 577 atti sui 698 pervenuti, a cui vanno aggiunti i 1036 pendenti ad inizio anno dovuti per la quasi totalità ad esecuzioni penali in corso. A fine anno, restano pendenti 1157 atti. Più contenuti i tempi dei settori civile ed amministrativo, che riescono a definire tutti gli atti pervenuti nello stesso arco temporale.

Per giudicare il grado di soddisfazione sull’operato della Procura generale, è stato infine inviato agli utenti e ad alcuni ordini professionali un questionario, che verrà ulteriormente sviluppato nei prossimi anni come strumento di monitoraggio.

A fare gli onori di casa della giornata, il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, che ha dato avvio alla tavola rotonda a cui hanno preso parte, oltre a Sottani, il presidente della Corte di Appello di Ancona, Luigi Antonio Catelli, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, i presidenti degli Ordini degli avvocati e dei commercialisti, rispettivamente Serenella Bachiocco e Stefano Coppola, e il dirigente della Procura generale Luigino Pisello. Presenti nelle prime file anche il questore di Ancona, Oreste Capocasa, il prefetto Antonio D’Acunto e la segretaria generale della giunta regionale, Deborah Giraldi.

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