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«Da bambino non volevo
fare il giornalista»

LA LEZIONE - Lo scrittore e giornalista anconetano di Rai Marche, Vincenzo Varagona, intervistato dagli alunni della quarta e della quinta della scuola primaria “Dolores Prato”
mercoledì 5 Dic 2018 - Ore 12:26
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Vincenzo Varagona con gli alunni e le alunne della scuola “Dolores Prato”

Articolo scritto dagli alunni della classe V della scuola primaria “Dolores Prato” (Istituto Comprensivo Mestica) di Macerata

«Andavo alla Scuola Elementare di Ancona, sotto gli archi vicino al porto. Ricordo ancora con affetto la maestra Clara e i suoi insegnamenti di vita. Da bambino pensavo di fare un lavoro con le auto, perché spesso aiutavo mio zio nel suo autolavaggio e non desideravo affatto diventare un giornalista». Con questo scoop è iniziato il nostro incontro-intervista con Vincenzo Varagona. Giornalista affermato di radio, tv e giornali, scrittore di successo. Ma come ha fatto a diventarlo? «Quando frequentavo il liceo classico mi fu chiesto di scrivere per “Presenza”, periodico diocesano di Ancona. A soli sedici anni arrivò la proposta di collaborazione con la redazione fermana del Corriere Adriatico, qualche articolo per il giornale Avvenire e, infine, l’approdo in Rai-Marche».

Da sinistra Ilaria Croceri, Samuela Lautizi, Lorenzo Lattanzi e naturalmente Vincenzo Varagona.

Dunque una passione nata quasi per caso, che lo ha portato anche al successo come scrittore di libri. A partire da “Pollicino nel bosco dei media”, scritto circa dieci anni fa per offrire a genitori ed educatori consigli utili per orientarsi nell’uso responsabile dei media, ha pubblicato molti altri testi dedicati a persone importanti per il nostro territorio, sebbene quasi sconosciute: Carlo Urbani, medico che ha dedicato la propria vita alla scoperta di un vaccino per la Sars (terribile malattia che colpisce i polmoni); Marco Beci, carabiniere caduto nel terribile attentato terroristico a Nassirya; padre Pietro Lavini, soprannominato “il muratore di Dio”, artefice dell’eremo di San Leonardo nella Gola dell’infernaccio; ecc…


Anche se in genere attirano di più quelle cattive, Vincenzo è convinto che «solo le buone notizie arrivano al cuore, mentre le altre entrano in testa facilmente e con la stessa facilità ne escono». Proprio per questo motivo scrive spesso nella rubrica “dulcis in fundo”, che Avvenire dedica all’approfondimento delle buone notizie.
«Tutti abbiamo il diritto di essere informati correttamente» e per riconoscere se una notizia è vera o falsa «è necessario confrontarla con altri siti o altre testate che si ritengono affidabili». Varagona gestisce anche le piattaforme social della Rai regionale e consiglia di riflettere sempre prima di condividere un’informazione.
Ringraziamo Vincenzo Varagona per aver accettato il nostro invito e per la sua disponibilità a rispondere a tutte le nostre curiosità sul suo lavoro e la sua vita. È stata una giornata emozionante e piena di entusiasmo, lo stesso entusiasmo che lui ci ha confidato di avere ancora per il suo lavoro.

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