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Sabrina Sartini è la nuova segretaria
provinciale del Pd di Ancona

POLITICA - L'assemblea si è espressa nel tardo pomeriggio alla casa del popolo di Jesi. Su 57 votanti, la sindaca di Monte San Vito ha raccolto 55 preferenze. Non ha fatto breccia la proposta, avanzata da alcuni iscritti, di passare per il Congresso
mercoledì 12 Dicembre 2018 - Ore 22:07
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Sabrina Sartini, nuova segretaria provinciale del Pd di Ancona

 

La Segreteria provinciale del Partito Democratico ha una nuova guida. La sindaca di Monte San Vito, Sabrina Sartini, raccoglie la staffetta del dimissionario Giancarlo Sagramola ottenendo dall’assemblea degli iscritti 55 preferenze su 57 votanti (due le schede bianche). La sua è stata l’unica candidatura proposta agli aventi diritto al voto, che nel tardo pomeriggio do oggi si sono riuniti alla casa del popolo di Jesi. «È una grande responsabilità – il commento a caldo di Sartini – in un momento difficile in cui il Pd deve tornare a parlare ai cittadini dei loro bisogni, con umiltà». Lapidaria sugli strascichi delle Primarie del 2 dicembre, che hanno visto Ancona giocare in solitaria: «questa provincia sostiene e riconosce un solo segretario, Giovanni Gostoli, il Congresso è finito e va messo alle spalle». A sponsorizzare il suo nome in questa tornata è stato però lo schieramento che, nella corsa alla Segreteria regionale, aveva sostenuto Paolo Petrini e che chiedeva un primo cittadino nello scranno della Federazione provinciale per proseguire l’operazione portata avanti con l’ex deputato fermano. All’incontro ha preso parte anche il segretario uscente Sagramola, che la scorsa settimana ha ufficialmente rassegnato le dimissioni e, di fronte all’assemblea, ha speigato le ragioni della scelta : «non mi sembra opportuno rappresentare chi non si sente rappresentato da me», la sua motivazione. Ora inizia il nuovo corso del Pd anconetano a guida Sartini – che a maggio concluderà il suo mandato da sindaco di Monte San Vito -, anche se ci sono già alcuni malumori. Tra i Dem c’è chi ha posto l’accento sul fatto che, proprio la frangia dei petriniani, portabandiera del valore delle Primarie sempre e comunque, questa volta non abbia battuto ciglio sul candidato unico. All’interno dell’assemblea qualcuno aveva infatti avanzato la richiesta di un Congresso provinciale, magari  da portare avanti parallelamente a quello nazionale, ma la proposta non è stata raccolta dalla maggior parte dei presenti, che ha invece preferito convergere sull’unico nome in lizza.

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