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Caos sanità, maggioranza regionale
a rischio frattura: Ancona sfida Pesaro

POLITICA - In una mozione che vede come primo firmatario il capogruppo Mdp-Art 1, Gianluca Busilacchi e sottoscritta anche dai consiglieri Pd Mastrovincenzo, Volpini e Giancarli, chiedono la revoca della delibera che definisce il nuovo ospedale Marche Nord come un presidio di II livello
venerdì 21 Dicembre 2018 - Ore 20:18
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Luca Ceriscioli e Gianluca Busilacchi

 

 

Caos sanità: i consiglieri regionali di maggioranza eletti nella provincia di Ancona sfidano il governatore Luca Ceriscioli rischiando lo strappo. In una mozione che vede come primo firmatario il capogruppo Mdp-Art 1, Gianluca Busilacchi e sottoscritta anche dall’ex consigliere delegato alla Sanità, Fabrizio Volpini, dal presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo e dal consigliere Enzo Giancarli, tutti e tre del Pd, chiedono la revoca della delibera di giunta regionale 1623 di fine novembre, che definisce il nuovo ospedale Marche Nord come un presidio di II livello, con riconoscimento di Dea di secondo livello. Un atto che, secondo la frangia dorica della maggioranza, rischia di provocare una competizione dannosa con l’azienda ospedaliera di Torrette. A poche ore di distanza, arriva poi una seconda mozione, questa volta a firma dei consiglieri maceratesi Francesco Micucci (Pd) e Luca Marconi (Udc-Popolari Marche), che propone il riconosciuto di Dea di secondo livello anche per il nuovo nosocomio che sorgerà nella provincia di Macerata.

La mozione dorica – Lo scontro frontale tra Ancona e Pesaro si traduce in un atto in cui si fa presente che «il Piano sanitario attualmente in vigore prevede come ospedale di secondo livello quello regionale di Torrette di Ancona e l’individuazione di un’altra – è stigmatizzato – creerebbe un modello di competizione che non sarebbe efficiente, ma metterebbe in seria difficoltà l’Ospedale di Torrette, annullandone di fatto, la sua valenza regionale».
Partendo da questa considerazione, i consiglieri dorici di maggioranza non mancano di rilevare le numerose criticità del nosocomio di Torrette, «con personale sotto organico, costretto ad effettuare anche turni lavorativi estenuanti, e stipendi più bassi rispetto ad altre realtà». Problematiche «che andrebbero affrontate e risolte – si legge – e non aumentate con scelte ingiustificate, non inserite nella vigente pianificazione e che non possono essere assunte con semplici delibere di Giunta regionale ma, al contrario, sono di competenza del Consiglio e, dunque, dovrebbero essere inserite nel nuovo Piano sociosanitario in fase di elaborazione». Nella mozione si fa anche riferimento alle scelte del vecchio Piano, in merito all’omogeneità dei servizi sul territorio che, di fatto, evitano la creazione di trattamenti disparitari e di competizione tra Nord e Sud delle Marche e si sottolinea che «Marche Nord non possiede, né potrà possedere, anche a seguito della realizzazione dell’ospedale unico, i requisiti stabiliti dal Decreto ministeriale del 2015 per le Aziende Ospedaliere di secondo livello, se non con un importante intervento di adeguamento che comporterà alti costi, sia dal punto di vista economico/finanziario, sia organizzativo». Da ultimo la considerazione che «una simile scelta non può essere presa senza considerare in maniera più che approfondita quali saranno le ricadute su tutto il sistema sanitario regionale e, soprattutto, non può essere presa in assenza di una programmazione di settore».

Ancona vs Pesaro – Uno scontro molto pesante all’interno della maggioranza, che fa intervenire anche il Segretario regionale del Pd, Giovanni Gostoli, secondo cui, come spiega alla Dire, «sarebbe auspicabile il ritiro della mozione per discutere e approfondire la questione a inizio dell’anno nuovo prima di tutto nel Pd regionale e insieme agli alleati della coalizione». Decisamente meno diplomatico il consigliere regionale Ap, eletto nel collegio di Fano, Mirco Carloni: «i consiglieri regionali di Ancona vogliono affossare la sanità della nostra provincia. La maggioranza regionale non può giocare con la pelle dei cittadini facendo ricadere sulle scelte sanitarie, le divisioni interne al Partito Democratico regionale. La nostra provincia da troppi anni sconta, proprio sulla sanità, un’inadeguata considerazione nelle scelte operate con una logica di anconacentrismo».

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