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Un Horror a teatro,
l’inedita ed insolita pièce
dell’olandese Ahlbom

L'INTERVISTA - Uniche due date italiane al Teatro delle Muse di Ancona, domani 11 gennaio, e sabato 12, per una performance che unisce teatro, mimo, danza, musica ed effetti speciali. Si racconta che alcuni spettatori abbiano lasciato la sala per la paura
giovedì 10 Gennaio 2019 - Ore 17:41
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di Adriana Malandrino

Un horror a teatro. Che certo non lascerà il pubblico indifferente: pare infatti che durante le esibizioni in altri paesi, qualche spettatore abbia addirittura abbandonato la sala per la paura. O così si racconta. Sarà possibile assistervi l’11 e il 12 gennaio al Teatro delle Muse, dove l’olandese Jakop Ahlbom e la sua compagnia, formata da dodici artisti, presenteranno Horror, una performance di teatro fisico che unisce teatro, mimo, danza, musica ed effetti speciali. Uniche due date in Italia per questo giallo, uno splatter che si rifà a scene iconiche di film come The Ring, Oculus-Il riflesso del male, Shining, diventando parte di una nuova storia dalle vicende inquietanti e spiazzanti. Un’intelligente pièce teatrale fuori dagli schemi, provocante e insolita, ma anche un pezzo coreografico intrigante.

Ahlbom, ci racconti di lei, come nasce questa passione per il teatro?
«Dopo una deviazione in cui ho cercato di diventare un artista visivo, ho capito che volevo fare l’attore. Ad Amsterdam ho studiato mimo, movimento teatrale, alla scuola di teatro. Questo ha soddisfatto il mio desiderio di creare un teatro visivo. Un modo di raccontare una storia senza dover usare il testo. Il mio lavoro ha spesso una relazione con i film. È una sfida elettrizzante trasferire queste storie nel contesto del teatro».

C’è molta attesa per queste due uniche date italiane di Horror: ci descriva come è nato questo lavoro, come le è venuta l’idea di un horror concepito per il teatro?                 «C’è qualcosa nei film dell’orrore che mi piace. Il brivido dello spavento. Un modo per provare paura in un ambiente sicuro. Anche se non è solo questo che spiega la mia affinità con il genere. È anche il modo in cui questo genere racconta storie di esperienze traumatiche. Il modo in cui le emozioni umane relalistiche – spesso derivanti dal trauma – sono mostrate in una storia soprannaturale con l’uso di effetti speciali. Non l’avevo mai visto in un contesto teatrale. E quindi mi sono chiesto: sarebbe possibile creare una simile esperienza soprannaturale e spaventosa dal vivo, sul palco? Sentivo di voler trovare un modo per visualizzare questa esperienza in scena. Questo è il motivo per cui ho creato Horror».

In base a quale criterio ha selezionato gli artisti che vedremo in scena?                                                                                                 «Ogni attore con cui lavoro ha una meravigliosa fisicità. E ha la capacità di ritrarre personaggi e storie senza usare parole. In Horror con i suoi effetti speciali, devono anche saper fare delle illusioni».

Che cos’è per lei la paura? È un sentimento che associa a cosa?                                                                                                            «La paura è un’emozione primordiale. È un meccanismo di autodifesa che crea adrenalina e ti aiuta a prendere una decisione rapida in una situazione pericolosa. Ovviamente la paura può anche essere un’emozione scomoda se hai paure reali o immaginarie. La cosa di cui ho paura di più è l’idea che ci siano persone che non agiscono razionalmente. Che farebbero (molto male) cose che non scaturiscono da alcuna motivazione riconoscibile».

In scena gli artisti non parlano. È una sfida i più?             «Mentre sto raccontando una storia visiva, non ho bisogno di testo per far passare la storia. Quindi per me questa, ormai, non è più una sfida».

I concetti di passato e quello familiare sono molto presenti: in che modo segnano lo sviluppo della storia?                           «Gli elementi del passato e della famiglia sono molto importanti: come influenzano lo sviluppo della trama? In alcune storie oscure hai un cattivo, un personaggio malvagio. In questa storia il trauma familiare, il passato rappresentato dai genitori della protagonista, è l’elemento che perseguita il personaggio principale».
Biglietti Platea intero €30 – ridotto €25 / Prima galleria intero €25 – ridotto €20. www.marcheteatro.it, 071 52525

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