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Sovraffollamento e carenza organico,
Montacuto è il penitenziario più in affanno

REPORT – Il dato emerge da Report Carceri 2018, illustrato stamattina dal Garante dei diritti Nobili e dal presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo. Tra le altre problematiche riscontrate nelle sei strutture carcerarie presenti sul territorio, l'alto tasso di tossicodipendenza e l'aumento di malattie psichiatriche tra i detenuti
venerdì 11 Gennaio 2019 - Ore 17:34
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di Martina Marinangeli

Sovraffollamento, un’altissima incidenza di detenuti tossicodipendenti (il 48,9%, quindi praticamente uno su due), e carenza di organico della polizia penitenziaria e delle varie figure impegnate in percorsi di trattamento, reinserimento dei detenuti, mediazione culturale, assistenza sanitaria e psicologica. Una fotografia a luci ed ombre quella che emerge dal Report Carceri 2018, presentato stamattina dal Garante dei diritti, Andra Nobili, e dal presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo. Dei sei penitenziari presenti sul territorio marchigiano, che ospitano in tutto 929 detenuti (314 stranieri), la casa circondariale di Montacuto è quella che registra le criticità maggiori sia per quanto concerne il sovraffollamento – con 316 detenuti (184 italiani e 132 stranieri) a fronte di una capienza di 256 –, sia a livello di organico: «gli agenti presenti sono 118 su 146 assegnati e c’è una carenza di 57 unità – spiga il comandante Nicola De Filippis –, praticamente un terzo del personale, anche perché, con la chiusura del carcere di Camerino, Montacuto riceve anche detenuti da Macerata».

Il carcere di Montacuto

Nella sua illustrazione del report annuale, frutto di colloqui e sopralluoghi capillari, Nobili ha sottolineato la problematica della carenza di personale anche riferita alle figure chiamate a garantire gli adeguati percorsi di sicurezza, trattamento, reinserimento dei detenuti, di mediazione culturale (considerato il significativo numero di stranieri) e di assistenza sanitaria e psicologica, anche in considerazione dell’aumento di alcune patologie come quelle di carattere psichiatrico. Su fronte sanitario, resta però in prima linea il problema delle tossicodipendenze che annovera la più alta percentuale (48,9%) tra i detenuti dei sei istituti marchigiani. Una situazione complessa difficile, aggravata dalla crisi economica e dal taglio dei fondi previsti, che spesso ha determinato difficoltà nel garantire i servizi primari. A risentirne, anche le attività trattamentali, che, seppur ben avviate in alcuni istituti, hanno dovuto fare i conti con l’esiguità delle risorse regionali ed i ritardi nella loro assegnazione.

Il carcere di Montacuto

Altro capitolo, quello legato ai problemi strutturali, con lavori finanziati, ma che ancora tardano a partire. Al centro dell’attenzione soprattutto i penitenziari di Villa Fastiggi e Fossombrone, che è anche sede del Polo Universitario, nato dall’accordo tra Prap (Provveditorato amministrazione penitenziaria), Garante e Università di Urbino. Infine, le difficoltà che attualmente deve fronteggiare l’Utepe (Ufficio per l’esecuzione penale esterna), che vede incrementare le competenze, ma deve fare i conti con l’esiguità del personale.
«Non posso che ribadire – il commento di Mastrovincenzo – l’importanza delle attività trattamentali, per le quali nel bilancio preventivo 2019 abbiamo previsto uno stanziamento di 260.000 euro. È una risorsa ovviamente non sufficiente, ma sta a confermare la nostra attenzione nei confronti di questo settore». Presenti all’incontro di stamattina, diversi rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria ed il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Gianni Maggi.

I numeri – I detenuti presenti nelle Marche sono 929 (fonte Ministero Giustizia, dicembre 2018), a fronte dei 934 del 2017, di cui 314 stranieri rispetto ai 310 del precedente anno. Sulla base dei dati raccolti dal Garante, risultano effettivamente in servizio 590 agenti di polizia penitenziaria (su 655 assegnati), 18 educatori e 14 psicologi.
L’esame delle singole realtà vede al primo posto, per numeri, la casa circondariale di Montacuto con 316 detenuti (di cui 132 stranieri) per una capienza di 256. Le sezioni di alta sicurezza a tutt’oggi ospitano 65 persone (tutti italiani). Segue la casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi con 219 detenuti (di cui 90 stranieri e 20 donne) per una capienza complessiva di 153 unità. Nella sezione sex offender risultano 46 presenze. Si passa poi a Fossombrone con 161 detenuti (22 stranieri) a fronte di 202 posti disponibili; Marino del Tronto con 101 (24 stranieri e 79 presenze nella sezione dell’alta sicurezza, creata dopo la chiusura del 41 bis) su 104; Barcaglione con 78 (30 stranieri) su 100; Fermo 70 (22 stranieri) su 41.
Per quanto riguarda la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Monte Grimano Terme, al momento ancora ubicata nella struttura “Case Gemelle”, si registrano 21 ospiti (4 donne), di cui 18 provenienti dalle Marche.
«Sono attualmente in corso le procedure per l’ampliamento dell’offerta in una nuova struttura che sorgerà a Macerata Feltria, al posto di quella di Monte Grimano Terme – fa sapere il dottor Filippo Masera, in rappresentanza della sanità penitenziaria – e si tratterà di una residenza sanitaria con 20 posti letto».

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