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La scrittrice Giulia Corsalini
presenta il suo libro

CASTELFIDARDO - Co questo appuntamento culturale riprendono il 19 gennaio a Castelfidardo, nella sala convegni, gli incontri promossi dall'associazione 'Abitiamo il bene comune'
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La sala convegni di Castelidardo

Riprendono il prossimo 19 gennaio a Castelfidardo gli incontri promossi da “Abitiamo il bene comune”. Fin dalla sua nascita nel 2016, l’associazione culturale si è mossa lungo due filoni. Uno è volto a proporre temi di carattere sociale molto attuali e urgenti, come la questione dell’immigrazione, i temi legati alla disabilità, alla precarietà del lavoro e a ogni forma di discriminazione, anche con ospiti di rilevanza nazionale, quali Eugenio Finardi e Gad Lerner; l’altro finalizzato a valorizzare la lettura, tramite la presentazione di libri, principalmente di autori marchigiani.
È in questo secondo filone che si inserisce l’incontro inaugurale del 2019. Alle 18 di sabato 19 gennaio presso la Sala convegni comunale, nella sua sede provvisoria in Piazza Sant’Agostino (di fronte alla Gelateria castellana) la scrittrice recanatese Giulia Corsalini converserà con Lidia Massari a proposito del suo romanzo d’esordio La lettrice di Čechov (ed. Nottetempo, 2018). Alla realizzazione dell’iniziativa collabora la libreria Aleph di Moreno Giannattasio e Francesca Pierini.

Al centro della storia narrata nel libro c’è una donna ucraina, Nina, la quale, come accade a tante sue connazionali, si trova costretta a venire in Italia a fare da badante ad un’anziana signora maceratese. Nina è anche un’appassionata lettrice e studiosa di Čechov e, per una serie di circostanze più o meno fortuite, vivrà all’Università di Macerata un’esperienza che mai si sarebbe aspettata alla sua partenza da Kiev. “In quella città ho vissuto […] un anno molto difficile per me e per mia figlia, durante il quale, tuttavia, sono stata anche felice; felice, comunque, in uno dei modi più facili e di breve durata in cui si può esserlo, ossia nell’esaltazione di me stessa.” (pp. 13-14).
Il romanzo è stato recensito positivamente da molti critici, tra i quali si segnalano Goffredo Fofi in Internazionale, Paolo Di Stefano ne La lettura del Corriere della Sera, Alberto Riva ne Il venerdì di Repubblica.

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