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Parco del Conero, Verdi Marche:
«Sbagliato ridurre rappresentanza ambientalista»

AMBIENTE – La Federazione regionale ribadisce la propria contrarietà alla soluzione prospettata dalla proposta di legge licenziata ieri dalla Commissione regionale competente per la costituzione di un consiglio direttivo a otto, che prevede un solo componente in capo alle associazioni ambientaliste
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La Federazione dei Verdi delle Marche interviene sulla riforma della governance del Parco del Conero, licenziata ieri (16 gennaio) dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale, che prevede un direttivo a otto. «Pur apprezzando il lavoro svolto per cercare di superare lo stallo del commissariamento del Parco del Conero – si legge in una nota – ribadiamo la nostra contrarietà alla soluzione prospettata dalla commissione regionale competente per la costituzione del Consiglio direttivo poiché, di fatto, c’è un ridimensionamento della rappresentanza delle associazioni ambientaliste». Nelle pdl inizialmente approvata all’unanimità dalla Commissione lo scorso 25 settembre, nel direttivo erano infatti presenti due rappresentanti delle associazioni ambientaliste, passati a uno nel testo definitivo licenziato ieri e in attesa di approdare in Consiglio regionale per il voto finale.
«Marginalizzare la presenza delle associazioni ambientaliste nell’organismo di gestione del Parco – proseguono i Verdi – significa disconoscere il ruolo meritorio e storico che hanno avuto per la sua costituzione e il ruolo attuale di interpreti di una sensibilità naturalistica oramai diffusa nella società, ma che non va mai data acquisita per sempre. Quanto sta accadendo, alla luce della legge istitutiva del Parco, è una vera controriforma». Per queste ragioni, la Federazione chiede al Consiglio regionale e «soprattutto ai gruppi di maggioranza, di farsi garanti dello spirito delle leggi e, per questo, di emendare la pdl, ampliando a nove il numero dei componenti e stabilendo nel numero di due i rappresentanti delle associazioni ambientaliste».

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