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 Torna Rivivi ‘700
nelle bevande coloniali

OSIMO - Torna sabato prossimo, dalle ore 18 alle 24 al Cantinone la "Taverna di Amurat" dove la fanno da padrone corsari, viandanti e nobili che vorranno degustare i preziosi carichi delle navi mercantili giunti dalle Indie
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Torna nella suggestiva sala del Cantinone, dalla quale si accede alla Osimo sotterranea, “Rivivi 700 nelle bevande coloniali”. Sabato prossimo, 19 gennaio, dalle ore 18 alle 24 sarà allestita al Cantinone la “Taverna di Amurat” dove la fanno da padrone corsari, viandanti e nobili che vorranno degustare i preziosi carichi delle navi mercantili giunti dalle Indie. Thè, il buon ron delle Canarie, barili di birra giungeranno alla taverna per saziare la sete degli avventori che potranno assistere ai racconti dei viandanti, dei saltimbanco o danzare sulle note di musica da locanda.  Spazio anche alla territorialità con il nostro ormai famoso aperitivo tutto marchigiano e in particolare delle terre ferite dal sisma. Poichè Rivivi ‘700 si è da sempre prefisso l’obiettivo di valorizzare le associazioni e i saperi osimani, anche questa sarà l’occasione per mettere in vetrina realtà cittadine quali “Il Cenacolo dei
farfalloni”, “La Torre Nera Osimo”, l’ “Ars Antiqua Duo”, il gruppo dei corsari anconetani.

Nel pomeriggio giungerà alla taverna anche il Conte Giuseppe Balsamo “Cagliostro” (Marco Frontalini) per leggere la mano di qualche bella nobildonna e di chiunque vorrà ascoltare le sue divinazioni. Alle 19.30 un viandante (Edoardo Cintioli) che non ha denaro a sufficienza per il suo boccale ripagherà il taverniere raccontando le antiche gesta di valorosi osimani e di un maiale che valicò il confine con Ancona, insomma narrerà della Battaja del porco. Alle ore 22 la compagnia teatrale de “Il Cenacolo dei farfalloni” metterà in scena “i capricci del malato immaginario”, breve estratto dello spettacolo allestito in occasione della passata edizione della rievocazione storica. A chiudere la serata sarà l’Ars Antiqua Duo (Adriano Taborro e Daniele Gabrielli) con note dal sapore mediorientale e rinascimentale, che spesso riecheggiarono per secoli nelle taverne di periferia. L’ingresso è libero.

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