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Avvisi bonari Imu e Tasi 2014,
spediti anche ai defunti

OSIMO - Come era già successo nel 2016 per la vicenda delle 'cartelle pazze', in questi giorni il Comune di Osimo ha inviato a qualche contribuente deceduto, invece che ai suoi eredi come prevede la legge, il pagamento aggiuntivo delle somme erroneamente versate. Il racconto e l'amarezza di chi si è visto recapitare la lettera
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Mette sempre a dura prova la pazienza dei contribuenti, la ricerca delle quietanze di pagamento su tasse e tributi pregressi quando un Comune chiede un riscontro di natura fiscale. Gli enti locali hanno l’obbligo di procedere alla riscossione delle imposte ed è corretto per legge richiedere agli utenti il pagamento aggiuntivo di somme erroneamente versate. Il paradosso tutto osimano però è che tra i destinatari degli ‘inviti bonari’ spediti dal Comune proprio in questi primi giorni del 2019, dopo i controlli sui versamenti per Imu-Tasi relativo al 2014, ancora una volta c’è finito il nome di qualche defunto a cui viene chiesto di saldare gli importi ricalcolati. Un inconveniente fotocopia a quello  già successo nel 2016 con l’invio di altri avvisi Tasi, ribattezzati tra le polemiche ‘cartelle pazze’. Al tempo si era parlato, tra le scuse, di un disallineamento nel software interno agli uffici che aveva prodotto l’errore. A distanza di più di 3 anni nell’era digitale della pubblica amministrazione, l’Ufficio Tributi comunale probabilmente continua ad incontrare difficoltà nel leggere le banche dati dell’Anagrafe.

“Si sarà sicuramente creato un disguido, sanabile con una telefonata all’ufficio ma per la mia famiglia si tradurrà in una perdita di tempo che poteva essere evitata” commenta la figlia dell’anziana che non c’è più e che si è vista recapitare nella buca delle lettere dell’abitazione del familiare l’avviso Imu per una somma non versata di 234 euro, e di 12 euro per la Tasi. “Mia madre è deceduta agli inizi di novembre 2018 mentre gli avvisi bonari sono partiti a gennaio 2019. I conteggi sono stati ricalcolati sul bene di una persona deceduta diversi mesi prima, con tanto di codice fiscale, e non sono stati inviati ai suoi eredi come invece prevede la legge. Per caso siamo passati nella sua abitazione che in questo momento è disabitata e abbiamo trovato la lettera nella cassetta della posta. Se non ci fossimo accorti che cosa sarebbe successo? Proprio in questi giorni l’Inps ha inviato correttamente all’indirizzo di ciascun erede una lettera per comunicarci la liquidazione del rateo di pensione di nostra madre. Mi domando: se un ente esterno al Comune è riuscito a risalire agli eredi del defunto, come mai non riesce a farlo un ufficio interno al Comune stesso con le tecnologie digitali attuali?”

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