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Caso Nobili, scontro al vetriolo
tra sindaca Mancinelli e consigliere Berardinelli (Fi)

ANCONA – Scoppia la bagarre in Aula durante i lavori del Consiglio comunale sulla questione della richiesta di dimissioni del Garante dei Diritti avanzata ieri dal capogruppo regionale della Lega, Sandro Zaffiri. La prima cittadina: «basta con stomachevole propaganda da quattro soldi su questioni serie». Il capogruppo forzista: «sindaco squalificato e bocciato anche dai suoi stessi colleghi del Pd». Intanto Nobili non arretra di un passo
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Il consigliere comunale di Forza Italia, Daniele Berardinelli

 

di Martina Marinangeli

Il casus belli è la lettera inviata due giorni fa dal Garante dei Diritti, Andrea Nobili, a prefetto e questore per chiedere metodi meno invasivi per combattere l’abuso di sostanze stupefacenti tra i giovani, in seguito ai blitz con cani antidroga in alcune scuole di Ancona. A 24 ore di distanza, arriva la richiesta di dimissioni da parte del capogruppo regionale della Lega, Sandro Zaffiri, che ha accusato il Garante di fare politica, eccedendo da quello che è il suo ruolo.
La questione ha raggiunto oggi anche l’Aula del Consiglio comunale, con il capogruppo forzista, Daniele Berardinelli che, dopo aver stigmatizzato l’iniziativa di Nobili, ha interpellato la sindaca Valeria Mancinelli per sapere se avesse intenzione di prendere posizione sul tema
Tranchant la risposta di Mancinelli: «No, non abbiamo intenzione di partecipare ai siparietti della propaganda politica sui problemi seri. È evidente al mondo che il tema delle tossicodipendenze e del disagio giovanile vada affrontato sul piano dell’educazione ed è altrettanto evidente che ci rientri anche il momento della sanzione e della repressione, che ovviamente deve essere proporzionato. Interventi di prevenzione, di repressione e di sanzione anche nei confronti di giovani e giovanissimi – prosegue – sono una cosa normale e ovvia. Cosa diversa è la propaganda da quattro soldi che su queste questioni serie fanno da una parte il ministro Salvini – affonda il colpo la sindaca – e dall’altra anche altri soggetti che colgono l’occasione per piantare bandierine. A noi questo non interessa. Ci interessano i progetti seri che stiamo portando avanti come amministrazione comunale, in particolare attraverso gli assessorati alla Pubblica istruzione ed ai Servizi sociali, nei confronti dei minori ed insieme alle scuole. Così come ci siamo costituiti parte civile e richiesto i danni quando dei minori hanno dato fuoco al parco di Posatora – ricorda –, così portiamo avanti tutti i giorni, in silenzio, senza clamori ma con fatti concreti, decine di iniziative per prevenire e combattere il disagio giovanile e non solo. Quello che è stomachevole – conclude col botto la Mancinelli – è la propaganda da quattro soldi che sopra queste questioni, da più parti, anche in questo Consiglio, viene fatta. A questo gioco, l’amministrazione comunale non ha intenzione di partecipare».
Di certo non meno pungente la replica di Berardinelli, che osserva come «la risposta del sindaco risulti come una bocciatura totale della lettera del garante Andrea Nobili e adesso ancora di più credo sia necessario che presenti le dimissioni: è gravissimo quello che ha deciso di fare, tra l’altro in piena autonomia, di sua iniziativa». Salvo poi riservare una pesante stoccata alla prima cittadina: «da un sindaco di questo tipo non mi posso aspettare di più. Essendo la massima esperta mondiale della propaganda da quattro soldi, è chiaro che non può dare semplicemente ragione a chi viene dalle fila dell’opposizione, pur condividendo il mio pensiero. Ma non importa, perché il futuro dei giovani è più importante di un atteggiamento da sindaco squalificato e bocciato anche dai suoi stessi colleghi del Pd al Congresso regionale e in ogni occasione in cui chiede che venga condiviso il suo pensiero».
Dal canto suo, il Garante Nobili non arretra di un passo: «non credo che far girare cani antidroga tra i banchi e perquisire decine di ragazzini a scuola sia lo strumento più efficace per contrastare un disagio giovanile crescente. Penso che il consumo di stupefacenti e di altre sostanze nocive tra i giovani si combatta in altro modo: intervenendo su un piano sociale, ma soprattutto mettendosi davvero in ascolto di una generazione che si trova ad affrontare una stagione non molto rassicurante. Non mi riconosco nello slogan «ordine e sicurezza», soprattutto nei confronti degli adolescenti, che rischiano di sentirsi criminalizzati, proprio nel contesto in cui iniziano a costruire un rapporto di fiducia con le istituzioni. Ai cani lupo e alle perquisizioni di ragazzini nelle scuole – conclude – preferisco il dialogo, anche per aiutarli a capire che la droga fa molto male. Alla repressione preferisco l’educazione».

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