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Otto marchigiani
nel direttivo nazionale Cgil

CONGRESSO - Tra i componenti la segretaria generale delle Marche Daniela Barbaresi
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Maurizio Landini

 

La Cgil ha rinnovato a Bari i vertici nazionali, otto marchigiani nel nuovo direttivo. Sono Daniela Barbaresi, attuale segretaria Cgil Marche, Elisabetta Ballini, delegata di Nidil (lavoratori atipici), Elio Cerri, segretario dei pensionati marchigiani, Rachele Romagnoli, delegata della Filt (trasporti) e Daniel Taddei, segretario Cgil Macerata. Fanno parte del direttivo anche le figure che da tempo ricoprono prestigiosi incarichi nazionali: Roberto Ghiselli, riconfermato nella segreteria nazionale della Cgil, Maria Grazia Gabrielli, attuale segretaria nazionale della Filcams e Gianni Venturi, componente della segreteria nazionale della Fiom. I marchigiani eletti invece nell’Assemblea generale sono tredici: Piero Arduini, Pierluigi Berionni, Caterina Campolucci, Teresa Cirillo, Gabriella Pilesi, che si sommano agli altri marchigiani del direttivo. Primo compito dell’assemblea generale è stato quello di eleggere Maurizio Landini (93 percento dei consensi) e poi, su sua proposta, l’elezione della nuova segreteria nazionale nella quale è stato riconfermato anche Roberto Ghiselli, ex segretario regionale.

Daniela Barbaresi

«Siamo soddisfatti sia per i temi affrontati che per l’esito di questo congresso – dichiara Daniela Barbaresi, segretaria Cgil Marche – un congresso che conferma come la Cgil sia una grande organizzazione democratica che discute e sa misurarsi con una dialettica interna anche vivace ma che poi sa uscirne più unita e più forte per poter costruire le necessarie risposte di cui lavoratori, disoccupati, pensionati hanno bisogno. Adesso il nostro impegno deve essere la riuscita della grande manifestazione unitaria del 9 febbraio a Roma per cambiare le scelta sbagliate che il Governo sta mettendo in campo e rivendicare investimenti pubblici, politiche industriali, un fisco equo, una vera riforma delle pensioni, nuove assunzioni e valorizzazione del lavoro pubblico, risorse adeguate per sanità e welfare».

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