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Bullismo e cyberbullismo,
200 studenti ascoltano Luca Pagliari

FALCONARA - Al centro dell’incontro-lezione con il giornalista la storia di Alessia, vittima dei compagni. Il sindaco Signorini: «Fate in modo che le vostre scuole siano accoglienti per tutti».
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‘#-Vite online’, il format del giornalista Luca Pagliari per la prevenzione di bullismo e cyberbullismo, è approdato questa mattina nella sala Convegni del Castello: sono stati 220 i ragazzi delle scuole medie falconaresi Ferraris, Giulio Cesare e Montessori che hanno assistito al convegno incentrato su storie vere, tra cui quella di Alessia, una 13enne di Nuoro presa di mira dai coetanei che, per cattiveria e inconsapevolezza, avevano diffuso la voce che l’adolescente portasse sfortuna. A portare i saluti dell’amministrazione comunale è stata il sindaco Stefania Signorini, che nella doppia veste di dirigente scolastica ha sensibilizzato gli studenti sulla necessità di rispettare e accogliere tutti. «La scuola deve essere un ambiente sereno, dove si va con la consapevolezza di essere accettati – ha affermato il sindaco rivolgendosi ai ragazzi –. A nessuno piace stare solo, rispettate e accogliete i vostri compagni. Nessuno ha il diritto di far soffrire i suoi coetanei».

Durante l’incontro con gli studenti è stato proiettato il video realizzato dallo stesso Pagliari con le testimonianze di Alessia e dei suoi familiari, che hanno rappresentato il principale sostegno per la ragazza nel terribile periodo, durato circa un anno, durante il quale la 13enne ha subito gli effetti delle calunnie dei compagni. Luca Pagliari ha analizzato con i ragazzi i motivi che si nascondono dietro certe dinamiche, spiegando come siano tanti gli elementi che condizionano una corretta linea di azione: il giudizio degli altri, la scarsa percezione del rischio, le emozioni, la superficialità, la presunta occasionalità del fatto. Spesso i ‘bulli’ pensano che «per una volta non accade niente», senza immaginare che il «per una volta» in genere rappresenta l’inizio di un percorso. Valicata la famosa linea, ha spiegato il giornalista, diventa poi arduo tornare indietro.

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