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Dai Sonic Youth alla Nuova Fenice
Ranaldo: «Un privilegio suonare qui»

OSIMO - Il chitarrista dello storico gruppo newyorkese che ha segnato in maniera indelebile la scena rock alternativa si è esibito per la rassegna Klang davanti a un pubblico proveniente da tutta la regione. Video, performance e dibattito hanno raccontato oltre 40 anni di avanguardia
lunedì 11 Febbraio 2019 - Ore 11:01
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Lee Ranaldo

 

Un momento del concerto

di Marco Ribechi

Quarant’anni di carriera passati a valicare gli orizzonti musicali conosciuti eppure Lee Ranaldo è ancora lì, con la voglia di scoprire, di superarsi, di inventare qualcosa di nuovo e mai ascoltato. Lo storico chitarrista dei Sonic Youth, forse la band che più ha influenzato la scena rock alternativa degli anni ’80 e ’90, si è esibito ieri al teatro La Nuova Fenice di Osimo di fronte ad un pubblico di appassionati arrivati da tutta la regione. L’evento è stato uno degli appuntamenti di spicco di “Klang, altri suoni altri spazi” la rassegna regionale nata per valorizzare esperienze musicali che si contraddistinguono per un significativo tasso di sperimentazione. L’incontro “Solo: songs and stories” vuole essere contemporaneamente la presentazione del dodicesimo lavoro in studio di Ranaldo, Electric Trim, ma anche un tributo alla sua carriera e alla scena musicale newyorkese di fine anni ’70 quando lo stesso militava nell’entourage del compositore di avanguardia Glenn Branca. Lo spettacolo è diviso in tre parti distinte: i primi 30 minuti sono dedicati alla visione di alcuni filmati che mostrano alcune performance sonore, poi circa 75 minuti di concerto solista, sia in acustico che elettrico, e infine il dibattito con il pubblico moderato dal giornalista Francescopaolo Chielli.

Il teatro La Nuova Fenice di Osimo

La cornice dell’evento è spettacolare e lascia stupefatto anche il chitarrista che nonostante 40 anni passati a suonare in locali di ogni tipo non risparmia i complimenti al teatro di Osimo: «E’ un privilegio essere in questa meravigliosa struttura, suonare in un posto così bello è davvero speciale. E’ il tipo di luogo dove vorrei sempre esibirmi». Ranaldo è arrivato ad Osimo dopo una serie di concerti in Scandinavia: Svezia, Norvegia e Olanda per poi spostarsi a Roma e Torino. Il comune dell’anconetano è così inserito in una lista molto privilegiata. La parte video è divisa in cinque filmati tutti marcatamente in stile Ranaldo: il primo dedicato ad una performance del 1978 di Glenn Branca, il secondo contiene delle note di viaggio durante il tour europeo 1991 dei Sonic Youth insieme al gruppo riot grrrl Babes in Toyland. Poi una delirante ripresa durante uno show dei Sonic Youth a Detroit insieme ai Wolf Eyes e Hair Police. Infine due performance dello stesso Ranaldo, Blind Blink e Contre Jour, insieme a Leah Singer.

L’inizio della perfomance

Si spengono le luci ed è il momento della musica. Entra Ranaldo e inizia una performance utilizzando un particolare strumento di distorsione made in Olanda. Uno strumento unico costruito per lui da Yuri Landman lo stesso creatore della chitarra Moonlander, utilizzata da Ranaldo. Come un bambino alle prese con il suo nuovo giocattolo Ranaldo si mette subito all’opera ricreando la psichedelia tipica del sound degli Youth, il suono emerge da iniziali vibrazioni quasi casuali, modulate e armonizzate. Ranaldo suona la sua chitarra ruotandola sul pavimento, come un rabdomante alla ricerca di acqua sembra dirigersi verso le vibrazioni elettriche adeguate alla sua mente creativa. Il primo pezzo, Let’s start again fa pendant con il secondo Circle, da un lato la monotonia di una vita ripetitiva e ciclica, dall’altro il desiderio di ricominciare nuove sfide. Rappresentano in sintesi tutta la carriera di Ranaldo, senza sosta, tra un concerto e l’altro, nella sperimentazione più pura e genuina. Il Ranaldo solista, senza supporto delle percussioni, rivela solo in alcuni momenti le tipiche sonorità dei Sonic Youth, qui i suoni e le melodie sono ben evidenti ritornando in un certo senso a uno schema più vicino alla forma canzone. Anche con in braccio la chitarra acustica però Ranaldo riesce a mostrare tutto il suo spirito lanciando nell’aria scorci musicali taglienti e compatti. Nell’ultimo pezzo di circa 12 minuti ritorna nel suo mondo, non distrugge la chitarra ma ne violenta comunque il suono creando interferenze con il cellulare, con una sorta di pedale manuale e inserendo bacchette da batteria tra le corde dello strumento. E’ il momento delle domande finali e l’artista si presta in maniera davvero amabile ad interagire con il pubblico. Parla della scena di New York quando gruppi come Ramones, Television e Talking Heads segnavano per sempre alcuni parametri musicali. Ricordi e aneddoti personali hanno accompagnato il pubblico verso la fine della lunga e storica serata. All’uscita il chitarrista ha incontrato i suoi fan per firmare autografi e ascoltare le opinioni dei presenti.

 

L’intervista con il giornalista Francescopaolo Chielli

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