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Questura e ospedale,
l’azione congiunta
che ha ridato sicurezza a Torrette

ANCONA – Intensificate le azioni di vigilanza da parte della Polizia di Stato e delle Volanti negli ultimi mesi, con centinaia di controlli e denunce. Il questore Capocasa: «a parte qualche sporadico caso, soggetti borderline tutti allontanati. Importante anche l'azione di recupero sociale nei loro confronti». Aumentata la presenza di vigilanti interni alla cittadella e di telecamere, anche al Salesi
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di Martina Marinangeli

Dall’accattonaggio all’«estorsione», passando per vagabondaggio, furti ed episodi di violenza più gravi come la denuncia di stupro dello scorso agosto. La sicurezza all’interno dell’ospedale di Torrette era finita sotto i riflettori dopo un 2018 da dimenticare, ma in seguito all’intensificarsi dei controlli da parte di vigilantes interni e Polizia dello Stato – in un’azione congiunta che proseguirà anche in futuro – nella cittadella è stata ristabilita una situazione di normalità. Ad annunciarlo sono stati stamattina il Questore di Ancona Oreste Capocasa – affiancato dalla Dirigente delle Volanti, Cinzia Nicolini, e dal Coordinatore delle Volanti, Franco Pechini – e il Direttore Generale degli Ospedali Riuniti di Torrette, Michele Caporossi, insieme al Direttore Amministrativo Aziendale, Antonello Maraldo, ed al Direttore Direzione Medica Ospedaliera, Gianluca Serafini.
«Grazie ai continui controlli da parte delle volanti della Questura, effettuati negli ultimi mesi – fa sapere Capocasamolti dei soggetti borderline che gravitavano nella cittadella ospedaliera sono stati definitivamente allontanati. Non tollero gesti di molestia che sfociano anche in atti gravi come l’estorsione: l’angoscia per la sicurezza non può sommarsi a quella per la malattia dei pazienti e delle loro famiglie presenti in questo luogo». La stretta sui reati perpetrati a Torrette è il risultato di un’azione congiunta tra Polizia di Stato e personale ospedaliero, che ha visto l’istituzione di un presidio fisso di Polizia all’interno della struttura – quattro persone, che fanno capo all’ufficio Anticrimine, e che vengono aumentate in caso di necessità, supportati dai controlli costanti delle volanti – ed il potenziamento della vigilanza interna.
«Già da tre anni abbiamo una task force interna – spiega il Dg Caporossi – e abbiamo messo in campo altre misure per garantire la sicurezza di tutti». Tre in particolare, e ad elencarle è il direttore amministrativo Maraldo: «abbiamo intensificato la presenza dei vigilantes (sette in totale), ovvero dipendenti interni che coprono un turno di 24 ore a Torrette e il turno diurno al Salesi con compiti di controllo, da settembre abbiamo attribuito all’organismo di controllo interno il compito di accertarsi che la società di vigilanza faccia il suo dovere, e abbiamo aumentato il numero di telecamere: 110 in tutto tra Torrette e Salesi».
Centinaia di controlli, soprattutto nelle ore serali e notturne, e denunce per invasione di edifici pubblici emesse nei confronti di soggetti che da tempo «risiedevano» stabilmente nell’ospedale, «hanno scoraggiato anche i più temerari e ad oggi, a parte qualche sporadico e gestibile caso – evidenzia Capocasa – sono stati tutti definitivamente allontanati». Strettamente collegata alle operazioni di sicurezza, l‘azione di recupero sociale di queste persone, a cui è stata fornita idonea sistemazione grazie alla rete sociale tra istituzioni locali e strutture assistenziali. Un caso, in particolare, ha riguardato una famiglia romana – padre, madre e figlia di circa 30 anni – che da diversi anni aveva trovato riparo nei reparti dell’ospedale: grazie all’attività degli Avvocati di Strada, è stata ricollocata in un alloggio popolare a Roma.

 

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