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Arco al Belvedere Neruda chiuso:
nessuna assicurazione dal Demanio
sui tempi della riapertura

ANCONA - L'allarme del Comune che propone la visita al parco ai crocieristi in arrivo il 17 maggio. Preoccupazioni anche da parte dell'associazione Nie Viem per la nuova stagione culturale e di ristoro di "Fargo", con un'anteprima prevista per il 22 aprile. In allerta anche la Marina. Il 4 marzo convocato un summit con l’assessore alle Manutenzioni Foresi
sabato 16 Febbraio 2019 - Ore 11:07
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La zona interdetta al Parco del Cardeto

 

 

di Giampaolo Milzi

Grandi preoccupazioni per la riapertura dell’accesso alla zona del Vecchio Faro ottocentesco, dopo la chiusura dell’arco-tunnel del Belvedere Neruda. Comune in prima fila a premere sul Demanio affinché, dopo i crolli di massi dalle mura storiche, i lavori inizino e termino il più presto possibile, al massimo entro metà maggio, quando ad Ancona arriveranno i primi turisti della nuova stagione crocieristica. Preoccupazioni da Palazzo del Popolo, soprattutto relative al fattore tempo. Perché dall’Ufficio territoriale dell’Agenzia del Demanio Marche non arrivano notizie certe sul quando sarà ripristinato il percorso sotto l’arco-tunnel che porta alla zona più alta del colle Cappuccini, nel parco del Cardeto. I distacchi di antico materiale di costruzione si erano verificati in modo più corposo già prima di Natale, seguiti da altri cedimenti, proprio nel tratto di cinta fortificata che corre davanti al largo Belvedere Neruda, dove giganteggia l’arcone d’ingresso. Da qui l’ordinanza del sindaco per la messa in sicurezza, ottemperata prima del 25 gennaio, col posizionamento di lunghe transenne in metallo e del cartello con l’avviso di chiusura per “caduta detriti” da parte degli incaricati del Demanio. Demanio che poi, però, ha assunto una posizione molto nebulosa. Il futuro dell’operatività del cantiere necessario, infatti, appare come il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Mezzo pieno perché è vero che gli esperti del Demanio – proprietario della cinta fortificata danneggiata che è parte del Bastione del Cassero, realizzato intorno alla fine degli anni ’30 del ‘500 su progetto dell’architetto Antonio da Sangallo il Giovane – hanno compiuto un sopralluogo e delimitato l’area dove intervenire. Ed è pure vero che il progetto per i lavori è in fase di studio, per essere poi sottoposto al parere della Soprintendenza unica delle Marche. Mail bicchiere è mezzo vuoto perché l’Agenzia del Demanio non si sbilancia proprio sulla questione della tempistica per la ristrutturazione-restauro del perimetro murario che ha perso pezzi. Non assicurando con certezza il fine lavori entro la primavera inoltrata. Cronache Ancona ha sentito in merito l’ufficio territoriale competente per la zona Ancona dell’ente statale. La risposta? Fumosa, aleatoria. In linea con quella fornita al Comune: «Stiamo delineando il progetto, ma non possiamo dire di più. La primavera inizia il 20 marzo, e per attuarlo e ultimarlo è un termine troppo ravvicinato. Maggio? No comment». Da qui i relativi problemi per i cittadini. Finché resterà lo sbarramento, alla verdeggiante zona del vecchio Faro si potrà infatti arrivare o entrando dal cancello di via Del Faro (zona dove peraltro è difficilissimo trovare un posto sosta per i veicoli) o da quello in via Birarelli. Le due direttive principali d’accesso al Parco del Cardeto – via Cardeto, sul fianco sinistro dell’ex Caserma Villarey sede della facoltà di Economia, e sul fianco destro, potranno condurre solo alla Polveriera e poi ai percorsi escursionistici del colle Cardeto o in direzione opposta fino alla parte sommitale del cimitero degli ebrei, dove la strada in salita si allarga nel Belvedere Neruda con l’arcone-tunnel “off limits”.
Il fatto che per il Comune il caso costituisca una priorità è confermato dalla riunione indetta per il 4 marzo dall’assessore Foresi. A lui la responsabilità di scogliere il nodo della tempistica. Coi suoi tecnici e almeno un funzionario del Turismo, valuterà la situazione e probabilmente deciderà di sentire di nuovo il Demanio. Attendista la posizione dell’assessore al Turismo e alla Cultura, Paolo Marasca (non confermata la sua partecipazione al tavolo): «Preferisco non esprimermi, perché non ho notizie dall’Agenzia demaniale».

Il corteo del Love Pride (2018) che ha raggiunto il Cardeto per il party sotto al Faro (foto di archivio)

Ma al centro del tavolo, c’è un calendario “che scotta”. Venerdì 17 maggio segna il primo approdo in porto della nave Msc Crociere, e la visita all’area del Faro sui Cappuccini rientra tra quelle cittadine proposte ai vacanzieri. Senza contare che occorrono certezze per la riapertura dell’arco al Belvedere Neruda per poter ricreare le condizioni logistiche – compresa l’installazione di un adeguato impianto dio illuminazione – finalizzate alla nuova edizione, della seconda edizione di “Fargo”, la manifestazione di gran successo con serie di eventi culturali, servita da un bar, proprio nella zona panoramica del Faro. L’associazione organizzatrice Nie Wiem aveva già chiesto al Comune di poter organizzare un’iniziativa d’anteprima il 22 aprile, lunedì di Pasquetta. «Vero, siamo in allarme − conferma il presidente di Nie Wiem, Valerio Cuccaroni −, anche perché poi intendiamo partire con la rassegna a maggio. E come si fa se agli inizi di maggio il passaggio principale per l’area Faro non è ripristinato?». A maggio, inoltre, riapre la Polveriera di Castelfidardo. E anche se la Polveriera e tutta l’area che arriva al Campo degli ebrei saranno pubblicamente fruibili, dal Comune fanno sapere di non essere disposti ad accettare «un Parco del Cardeto-Cappuccini dimezzato proprio nei mesi caldi». Pressioni sul Demanio e la Soprintendenza, affinché facciano il più rapidamente possibile la loro parte, anche dalla Marina Militare, che conserva alcune piccole installazioni proprio all’interno dell’area interdetta sopra il Belvedere Neruda.

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