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“Cento anni di 8 ore”, musica e ricordi
della conquista sindacale

JESI - Tanti appuntamenti il 29, 30 aprile e il 1 maggio per celebrare la conquista delle 8 ore lavorative
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Tutti i protagonisti dell’iniziativa con il vice sindaco Luca Butini.

 

di Talita Frezzi
“Cento anni di 8 ore” è il titolo dell’iniziativa promossa dall’associazione Willer&Carson in collaborazione con Res Humanae e Sipario! che si terrà a Jesi dal 29 aprile al 1 maggio per ricordare, celebrare e far conoscere le tappe della conquista sindacale delle 8 ore lavorative da parte della filandara jesina Gemma Perchi, in lotta per le lavoratrici jesine. Un’operaia ma anche una sindacalista, cui la città di Jesi ha dedicato una scuola primaria nel quartiere Minonna e che adesso sarà al centro della rassegna a cavallo del primo maggio, festa appunto dei lavoratori. Jesi è stata la prima città d’Italia, esattamente il 1 maggior 1919, a ottenere le 8 ore lavorative nelle filande, seguita da Torino. Per questo anniversario che ha sancito un passo importante nella storia delle conquiste lavorative, scenderanno in campo attori, musicisti, sindacalisti e storici. Così come tante e variegate saranno le iniziative – concerti, spettacoli, rassegne cinematografiche, passeggiate della memoria, filmati e racconti, dibattiti e convegni, opere d’arte e mostre – che coinvolgeranno associazioni, istituzioni, il liceo artistico Mannucci e il gruppo di ricerca canti popolari La Macina. «Nell’ambito della Festa del Prado abbiamo scoperto questa ricorrenza e abbiamo cercato di creare una rete di iniziative attorno a questa data – spiega Michael Bonelli, presidente di Willer & Carson – con linguaggi diversi racconteremo della tigna jesina di Gemma Perchi, della capacità di questa donna di essere solidale con le altre donne. C’è tanta gente che vuol dare il suo contributo a questa rassegna, presentata con largo anticipo proprio per permettere a quanti vorranno unirsi nel mosaico di iniziative di esserci». Un percorso bibliografico con la Planettiana, i video di Geniale Olivieri, i video del videomaker Matteo Tacconi, una mostra con le opere degli studenti delle classi terze del Liceo artistico Mannucci diretti da Massimo Ippoliti, le passeggiate della memoria con Dante Ricci nei luoghi dove un tempo sorgevano le filande e le canzoni della Macina. Ma anche convegni con rappresentanti sindacali nazionali, un percorso enogastronomico in collaborazione con l’Istituto Marchigiano di Enogastronomia (Ime), la rassegna cinematografica, i laboratori dei bimbi della scuola Gemma Perchi e il teatro Cocuje di Gianfranco Frelli, oltre al concerto del primo maggio a cura dell’associazione Valvolare. C’è tanto da fare e da vedere in queste giornate. «Inoltre, la commissione toponomastica ha individuato una via da dedicare a Mariano Agostinelli, uno degli esponenti dell’industria della seta jesina – sottolinea il vicesindaco Luca Butini – sarebbe la prosecuzione di via Mazzoleni, la famiglia è già d’accordo. E sarà un ulteriore elemento ad arricchire questa rassegna di appuntamenti». Alla presentazione del progetto sono intervenuti anche Dante Ricci, Alessia Falconi ed Emanuele Orazi (Res Humanae), Eugenia Monti (Willer & Carson), Carmen Dui (insegnante di teatro).

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