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L’autista non lo fa scendere,
ma la fermata è segnalata sull’app:
odissea con malore sul bus per un invalido

ANCONA - L'uomo aveva chiesto di poter scendere a Villa Igea, come segnalato dal dispositivo, poi «due controllori mi scaricato alla Baraccola». Scatta l’esposto. Immediate le scuse di Conerobus che avvia il procedimento disciplinare
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Foto d’archivio

 

di Giampaolo Milzi

È invalido al 100 per cento, ma autosufficiente, abbastanza per andare su tutte le furie a fronte del “no” perentorio ricevuto come risposta da un conducente del bus al quale aveva chiesto – come risulta dal percorso standardizzato sul web da Conerobus – di poter scendere alla fermata di via Maggini nei pressi di Villa Igea, dove ha un appuntamento per una visita oculistica. Una soffertissima odissea quella che ha visto protagonista ieri mattina il signor Marco Sabbatinelli, durante la quale ha accusato un forte malore. Dopo essere stato invitato da due controllori a scendere in zona ex Genny alla Baraccola e, una volta riuscito a tornare indietro per raggiungere finalmente la clinica grazie all’aiuto dei carabinieri, ha presentato un esposto a Conerobus. L’azienda per la mobilità pubblica di Ancona e Comuni limitrofi già ieri sera (20 gennaio) poco prima delle 20 ha risposto, per conto del suo presidente Muzio Papaveri, via pec all’utente, chiedendogli scusa e annunciando l’apertura di un procedimento interno per individuare i dipendenti che hanno compiuto l’azione.
Qui di seguito, in sintesi, la bruttissima disavventura.
Sabbatinelli raggiunge da Palombina Nuova la stazione Ferroviaria di Ancona in piazzale Rosselli verso le 10,30. Ha ben organizzato il tragitto. «Avevo consultato col mio cellulare l’apposita app di Conerobus “Soluzioni di viaggio”, che consiglia di prendere la linea N alle 10,37 con stazione di arrivo, la quarta, alle 10.43 a Villa Igea», racconta. Ma il bus tira dritto alla quarta fermata e arriva la doccia fredda: «Ho chiesto all’autista di fermarsi perché avevo un appuntamento con l’oculista, gli ho mostrato il percorso dell’app. Ma quello ha insistito che mi sbagliavo proponendomi di scendere alla piazzetta del Pinocchio, dove si era fermato per farmi un favore in quanto invalido, oppure di proseguire fino da Angelini, in via Vecchia del Pinocchio. Ho iniziato a spazientirmi, sono tornato a sedere decidendo di aspettare che il mezzo rifacesse tutto il lungo giro completo, per poi provare di nuovo a scendere a Villa Igea, perché a piedi ritornare lungo via Maggini era per me troppo faticoso».
La situazione peggiora alla seconda “tappa” dell’odissea, quando il bus si avvia verso la Baraccola e montano a bordo due controllori. «Ho spiegato loro il mio grave disagio, gli ho chiesto di risolvere il mio problema, mostrando la tesserina di invalido e le indicazioni della app, alzando un po’ la voce, dicendo che mi stavo sentendo male. Nulla da fare, i controllori si sono limitati a timbrarmi di nuovo il biglietto, dicendomi di scendere in zona ex Genny (molto dopo l’Auchan, verso sud, ndr.) perché tanto la corsa finisce in deposito». Sabbatinelli, che in passato ha subito un duplice trapianto polmonare, obbedisce, sempre più arrabbiato, sconfortato e agitato. «Ero a piedi, a bordo dello stradone, solo, in dispnea, in forte deficit respiratorio e in stato confusionale, con cellulare scarico». E quindi aspetta, si riprende, attraversa lo stradone desolato, raggiunge la corsia del senso opposto per Ancona centro e la fermata del bus. «Per fortuna passa un’auto dei carabinieri, agito le braccia, si fermano, stanno per chiamare un’ambulanza». E poi? «Proprio in quel momento sopraggiunge il bus della linea N che torna verso il Pinocchio, io e i carabinieri spieghiamo la mia disgrazia all’autista, il quale gentilmente si ferma a Villa Igea e riesco farmi visitare dall’oculista. Penso che il conducente dell’andata e i due controllori mi abbiano trattato come un idiota, un deficiente, mi sono sentito gestire come una persona problematica di cui disfarsi alla meglio, pur avendo dimostrato la mia invalidità e spiegato il rischio di restare alla Baraccola isolato − conclude −. Nessun aiuto da quelli, avessero almeno ammesso l’errore, la giustezza delle indicazioni dell’app sul percorso, mi avessero almeno chiesto scusa. Nulla».
Dopo ore, a mente fredda, tornato a casa sua a Palombina Nuova, Sabbatini fa delle ricerche e scopre che l’app di Conerobus segnala la fermata di Villa Igea della linea N sia per l’andata che per il ritorno, mentre ai conducenti di Conerobus risulta che debbono fermarsi solo al ritorno.
Come anticipato, già oggi, il presidente di Conerobus, Papaveri – letto l’esposto e avendo già comunicato a Sabbatini, oltre alle sincere scuse, l’imminente telefonata di un funzionario d’azienda addetto a questi casi di grave disagio arrecato all’utenza – ha avviato l’iter di approfondimento per procedere alla verifica del comportamento dell’autista e dei due controllori.

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