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Case a luci rosse
con squillo cinesi:
scoperte anche a Jesi e Macerata

OPERAZIONE dei carabinieri di Mestre che hanno sottoposto tre donne a misure cautelari per sfruttamento della prostituzione di decine di loro connazionali. Le prestazioni andavano da 50 a 500 euro
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Case d’appuntamento dove giovani donne cinesi offrivano prestazioni sessuali, anche a caro prezzo: tre donne cinesi sottoposte a misure cautelare. Le case (quella principale a Mestre) si trovavano anche a Macerata e Jesi. L’indagine è dei carabinieri di Mestre. Un’indagine che si è allargata anche alle Marche dove secondo la ricostruzione degli inquirenti c’erano delle case d’appuntamento. L’indagine dei carabinieri è nata nel 2016. I militari nel corso di alcune indagini hanno scoperto annunci dove venivano offerti rapporti sessuali con giovani donne cinesi e c’era un numero di telefono da contattare. Seguendo quel recapito telefonico i carabinieri hanno individuato un appartamento nel centro di Mestre e altri nella provincia di Padova, a Piove di Sacco. Altri appartamenti li hanno scoperti a Jesi e a Macerata. Secondo le indagini nelle case di appuntamento si prostituivano decine di giovani ragazze cinesi che le tre connazionali sottoposte alle misure cautelari, eseguite oggi, costringevano ad avere rapporti sessuali con i clienti. A rispondere alle telefonate dei clienti erano proprio le tre donne cinesi che poi prendevano accordi sulle prestazioni sessuali. Prestazioni che partivano dai 50 euro per salire fino a 500 euro per richieste particolari. I provvedimenti sono stati eseguiti verso la 42enne Yang Chunhua, la 52enne Wang Lizi e la 33enne Xiao Yuefeng, indagate per sfruttamento della prostituzione.

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