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Alternanza 4.0, l’attacco dei sindacati:
«Centralità ai ragazzi, non alle aziende»

FORMAZIONE – Aspra critica di Cgil, Cisl e Uil verso il percorso di formazione dei docenti organizzato dall'Ufficio scolastico regionale e Confindustria Marche partito ieri, propedeutico ai progetti dell'alternanza scuola-lavoro dedicati agli studenti delle classi dal terzo al quinto degli istituti superiori. «Grave l'atteggiamento del Direttore dell'Usr Filisetti»
giovedì 28 Febbraio 2019 - Ore 18:37
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Foto d’archivio

 

Un attacco diretto e senza mezzi termini quello delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil nei confronti dell’Ufficio scolastico regionale e del suo Direttore Generale, Marco Ugo Filisetti, per l’avvio ieri (27 febbraio) del progetto Alternanza 4.0 in tandem con Confindustria Marche, finalizzato alla formazione dei docenti e propedeutico ai percorsi dell’alternanza scuola-lavoro. «Pur aderendo, come la Confindustria, al Tavolo regionale, l’Usr si è prestato ad una vera e propria operazione di rottura rispetto ad un’azione condivisa con tutti i soggetti associativi del lavoro e della scuola – scrivono i sindacati in una nota –. La formazione dei docenti e la definizione del profilo dello studente (che deve essere trasversale e non specifico), in uscita dall’esperienza scolastica, non può essere definito da Confindustria, peraltro sostenuta dall’Usr, perché cosi si snatura il ruolo dell’alternanza. Ribadiamo che l’alternanza non è strumento di addestramento al lavoro. Le risorse pubbliche – puntano il dito – dovrebbero essere finalizzate a costruire percorsi formativi che restituiscano una dimensione educativa a cui concorrono, sul tema del lavoro, vari soggetti sociali e il ruolo istituzionale è proprio quello di alimentare e sostenere tale rete, non sostenere un rapporto privilegiato con Confindustria e le proprie aziende associate». Secondo le sigle, inoltre, «continuare a considerare l’alternanza scuola-lavoro come uno strumento del mercato del lavoro,ricorda paradigmi vecchi di decenni che pensavamo superati. Noi crediamo ad un modello alternativo nel quale la centralità sia data ai ragazzi in formazione.
Escludendo tutti gli altri soggetti, sindacali in primis, rischiano di essere ignorati aspetti centrali del lavoro connessi ai diritti – concludono – che solo una pluralità di sguardi e visioni può restituire, con il rischio concreto di perdere un’occasione importante per il futuro dei giovani della nostra regione».

Alternanza 4.0, docenti a scuola d’impresa

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