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Linea adriatica, Zaffiri:
«Non solo il no alle barriere,
serve una visione di sviluppo sostenibile»

INTERVENTO - Il consigliere regionale della Lega nord invita a non limitarsi ad affrontare il solo problema del muro antirumore e rilancia il progetto di arretramento dei binari anche a favore di un intervento di mobilità leggera sulla tratta litoranea che migliori il turismo dell'area
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a dx il consigliere regionale della Lega Nord, Sandro Zaffiri

 

«Limitarsi ad affrontare la problematica dell’impatto delle barriere fonoassorbenti sulla linea adriatica è una questione che, da sola, rischia di eludere l’apertura di un dibattito serio sulle possibilità di sviluppo della rete ferroviaria». Lo afferma il capogruppo della Lega nord in Consiglio regionale, Sandro Zaffiri, invitando ad una riflessione complessiva sul tema. «Parlare di barriere antirumore e velocizzazione sulla tratta ferroviaria nord-sud delle Marche – rileva Zaffiri – esclude a priori il ripensamento della rete, nella logica, ad esempio, di rinverdire il vecchio progetto di arretramento della linea ferroviaria per sostituire una mobilità leggera e più sicura lungo l’attuale tratta litoranea, a servizio di un turismo qualitativamente migliore che sia, a sua volta, funzionale allo sviluppo socioeconomico di questa regione. La mozione che è stata approvata, nella giornata di martedì (26 febbraio), dal Consiglio regionale sull’attivazione di un collegamento ferroviario estivo tra Monaco di Baviera e San Benedetto del Tronto, di cui ero primo firmatario – sottolinea Zaffiri – si colloca pienamente sul solco di tale ragionamento. Occorre pertanto riaprire, al più presto, un tavolo di discussione su questo tema – aggiunge l’esponente del Carroccio – che possa portare alla presentazione di una progettazione complessiva capace di attrarre l’attenzione del Governo e di Rfi, sulla scorta di quanto recentemente accaduto in Lombardia, regione dove la Società del gruppo Fs ha annunciato ingenti investimenti (quasi 15 miliardi di euro) per il potenziamento infrastrutturale e per l’aggiornamento tecnologico, a fronte di progetti seri, funzionali e realizzabili».

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