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Palme sotto attacco del Punteruolo Rosso:
non solo piazza Cavour,
controlli a piazza Stamira e largo Cappelli

ANCONA - Le “ragionevoli preoccupazioni” dell’agronomo Sandro Nardi, coordinatore tecnico del Servizio fitosanitario dell’Assam che sta intervenendo con il Comune. Una palma è già stata abbattuta, un'altra curata ma a rischio. Timori per gli esemplari a villa Gusso, sede dell'Inrca in via Santa Margherita e per le piante private che potrebbero propagare l'epidemia. A complicare le misure di intervento, il recente vuoto normativo, causato dalla Commissione europea
giovedì 28 Febbraio 2019 - Ore 16:18
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La palma storica oggetto del tentativo di risanamento dall’attacco del punteruolo rosso

 

La palma malata tagliata in piazza Cavour

 

di Giampaolo Milzi

(foto Giusy Marinelli)

Una bestiolina, ma anche e soprattutto una bestiaccia, il Punteruolo Rosso, e purtroppo anche le palme di Ancona e comuni limitrofi (come Osimo, Loreto, Falconara, Numana) sono finite sotto attacco. Con epicentro di questa sorta di “epidemia” veicolata dal terribile insetto, piazza Cavour, dove una palma di piccole dimensioni, ridotta in fin di vita, è già stata abbattuta, mentre un’altra, di quelle molto alte, è stata oggetto di soccorso (forse non troppo “pronto”) è c’è speranza che si salvi. A proposito di speranze, sono tutte concentrate sulla grande esperienza in materia del Servizio fitosanitario dell’Assam, che sta fronteggiando il grosso problema su incarico del Comune di Ancona. Chiaro, sebbene con diplomazia, il coordinatore tecnico del Servizio, l’agronomo Sandro Nardi: «Le palme di piazza Cavour sono in teoria tutte sotto possibile attacco e certamente in pericolo, ma per ora non ci sono segni evidenti, eccetto le due vittime, di altre piante ammalate. La mia equipe sta intervenendo e monitorando varie zone della città, ma siamo preoccupati».
La notizia che il Punteruolo Rosso, una specie originaria dell’Indonesia e in genere radicata da una vita nell’Estremo Oriente, aveva oltrepassato i confini del territorio del capoluogo marchigiano, girava forte tra alcune associazioni ambientaliste già a dicembre scorso. Del resto già nella primavera scorsa il gruppo di Nardi, al quale si era rivolto il Servizio Verde municipale, non aveva potuto che rassegnarsi a fronte della necessità di togliere di mezzo una palma nell’area che dal viale della Vittoria sale su verso via Panoramica. «Già in quella occasione allertammo il Comune suggerendo monitoraggi su larga scala e misure fitosanitarie preventive», ricorda Nardi.
Tra i primi a lanciare l’allarme, il notissimo botanico e insegnante Giorgio Petetti, membro del circolo “Il Pungitopo” di Legambiente Ancona, il quale mesi fa aveva già contattato il Servizio Verde del Comune suggerendo alcune misure preventive per scongiurare l’invasione dei Punteruoli volanti, su tutte l’emanazione di un’ordinanza sindacale che vietasse l’import di piccole palme ad Ancona, destinate ai mercati. Ordinanza mai varata. Dall’inizio di quest’anno Petetti si è incontrato con l’assessore comunale Stefano Foresi, responsabile politico del Servizio Verde, già due volte: «Abbiamo chiesto soprattutto di attuare degli interventi protettivi preventivi di tipo sia chimico che fisico, in particolare per le palme storiche, oltre che di intensificare le cure per gli esemplari oramai ammalati, e di cercare di avallare gli abbattimenti solo nei casi disperati».
E tra le palme storiche finite nella lista nera del Punteruolo Rosso, perché a rischio, ci sono anche quelle di piazza Stamira e Largo Cappelli e di Villa Santa Margherita o Gusso, sede dell’Inrca. Petetti ha inoltre consigliato anche a Foresi di avvalersi, oltre che dell’aiuto dell’Assam, anche di una collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, che sarebbe pronta a mettere a disposizione un docente specialista nel settore. Quanto a Foresi, leggendo la nota stampa diramata dal Comune il 28 gennaio scorso, pare meno pessimista: «Controlli e monitoraggi sono stati effettuati in modo sistematico dal Servizio Verde ormai da tempo in tutte le palme delle principali piazze del centro città. Ma il Servizio ha riscontrato la presenza di attacchi di Punteruolo Rosso a piazza Cavaur» solo a gennaio, appunto.
Già, le palme di piazza Cavour. Per lo più della specie “Phoenix Canariensis” (molto diffuse nelle isole Canarie). Su come si è intervenuti, anche in maniera prospettica, nei due casi già citati di quella specie, la nota del Comune è parzialmente in linea con la visione generale sulla questione maturata all’Assam. La palma più bassa e giovane, ubicata di fronte al civico 8, era ormai spacciata. Per il Comune «l’altra palma di notevoli dimensioni, esaminata all’altezza del civico 6, mostrava segni di un inizio di attacco. Con tutta probabilità potrà essere salvata grazie ad un trattamento specifico». Diversa l’analisi dell’agronomo Nardi: «Abbattere o no anche la palma alta? È tutt’ora oggetto di discussione. I nostri tecnici hanno effettuato un’accurata rasatura della parte con la gemma. Ma se questo intervento di protezione andrà a buon fine adesso non possiamo saperlo». Perché? «Bisogna verificare il grado dell’attacco subito e quindi aspettare la fase del germogliamento, tra febbraio e marzo, sperando che la situazione non verrà aggravata da improvvisi cali della temperatura ambientale, in tal caso la pianta potrebbe collassare. Se i nuovi germogli saranno in buona salute, allora opereremo altri trattamenti protettivi, e il pericolo dovrebbe essere scampato».
Buone notizie da piazza Stamira e largo Cappelli: «Palme sotto monitoraggio, non presentano sintomi di ammaloramento». Le cose si complicano per gli esemplari storici nel bellissimo parco di Villa Santa Margherita: «Dall’Inrca non abbiamo ricevuto segnalazioni, ma potremmo sentire la Soprintendenza per accertare se quelle palme sono sotto tutela paesaggistica. In tal caso, forse, potremmo intervenire».
Ma ecco, in sintesi, i motivi della generale “ragionevole preoccupazione” espressa dall’agronomo dell’Assam, rivolta anche al passato del punteruolo killer: «Il Punteruolo Rosso è un insetto che continua a dimostrare grosse capacità di adattamento e resistenza ai trattamenti. È arrivato in Medio Oriente, poi in Nord Africa, quindi in Europa e in Italia. La prima segnalazione nelle Marche risale al 2007, sotto attacco le palme di Grottammare. Poi tutta la Riviera delle Palme da Cupra Marittima a San Benedetto del Tronto. Siamo intervenuti e da allora abbiamo maturato una grande esperienza, usando tecniche sperimentali di risanamento con risultati abbastanza buoni, se comparati con l’esito medio di quelli nell’area del Mediterraneo. Tuttavia, ripeto, il Punteruolo Rosso è fortissimo, difficile da debellare». E ancora: «Ad Ancona si sta colonizzando. E non ci aiuta certo la collocazione polverizzata delle palme. A parte quelle concentrate in spazi pubblici o aperti al pubblico abbastanza grandi, ce ne sono tantissime in villette private, aiuole, cortili di palazzi. E se i privati non controllano, non si accorgono che il Punteruolo ha colpito, non chiamano noi o il Comune, che facciamo? Difficile monitorare tutto in una situazione palmizia di localizzazione così puntiforme. Occorre sensibilizzare i cittadini».
Infine, come se non bastasse, a complicare ulteriormente questo super guaio ambientale, il colpo di scena a livello normativo. Nardi: «Nel 2007 la Commisisone europea ha emanato una direttiva con precise disposizioni per il contrasto obbligatorio all’espansione del Punteruolo Rosso, recepita dallo Stato italiano, e poi dalla Giunta regionale delle Marche con delibera del 1° agosto 2011, una delibera con allegati molto chiari sugli interventi da porre in atto, su quando abbattere e quando non farlo. Ma piuttosto di recente la Commissione europea ha revocato la sua direttiva, il ministero dell’Ambiente italiano è stato costretto ad annullare il decreto, e quindi anche la delibera di Giunta è decaduta, con le sue misure emergenziali. Ciò significa che anche noi del Servizio fitosanitario Assam non possiamo intervenire per legge, d’ufficio».

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