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La scrittrice armena Antonia Arslan
ospite alla mostra di San Gregorio Illuminatore

ANCONA - La scrittrice e professoressa che con la sua "La Masseria delle allodole" ha fatto conoscere al mondo il genocidio armeno sarà in città il 6 e 7 marzo, invitata dalla Comunità ebraica, per un dibattito con il pubblico al Ridotto delle Muse e poi la visita a "Terre in Movimento"
venerdì 1 Marzo 2019 - Ore 12:04
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La scrittrice e professoressa, Antonia Arslan

 

Antonia Arslan l’autrice del bestseller “ La masseria delle allodole” che  ha fatto conoscere al mondo il genocidio degli Armeni – dal quale i fratelli Taviani hanno tratto l’omonimo film – e di altri romanzi e saggi, quali “La strada di Smirne” e “La collana dalle perle di legno”, sarà ad Ancona il 6 e il 7 marzo prossimi. Su invito della comunità ebraica incontrerà la cittadinanza mercoledì 6 marzo alle 18:15 al Ridotto del Teatro delle Muse per una conversazione sull’eredità ebraica e su quella armena, sulle tragedie, le rinascite e le speranze tra le coste mediterranee e mediorientali, fino al nostro Paese, con uno sguardo alla contemporaneità. A dialogare con la prof. Arslan, di origine armena e già docente di Letteratura italiana contemporanea, il giornalista Cristiano Bendin e, inoltre, Vittorio Bendaud della Comunità Ebraica di Ancona.
La mattina seguente, giovedì 7 marzo, accompagnata dall’assessore alla Cultura Paolo Marasca ed altri rappresentanti delle istituzioni, la scrittrice visiterà la chiesa di San Gregorio Illuminatore (o degli Armeni) recentemente riaperta dopo quasi mezzo secolo, con la mostra Terre in Movimento, dedicata al sisma marchigiano. Un’occasione per confrontarsi con una preziosa e autorevole testimone su una pagina della storia controversa e terribile , tuttora negata da diversi Paesi.

Antonia Arslan, padovana di origine armena, è tra le più amate scrittrici italiane. Docente per numerosi anni all’Università di Padova di Letteratura Italiana contemporanea, nel 2004 scrive “La Masseria delle Allodole”, raccontando il Genocidio Armeno. Il libro, divenuto ben presto un bestseller mondiale (tra i classici italiani più tradotti al mondo), che i fratelli Taviani adattarono poi cinematograficamente.
Antonia Arslan è divenuta in Italia e in Europa, assieme al compianto Charles Aznavour, la voce dell’Armenia e della Diaspora armena, spendendosi per la causa del suo popolo. Parimenti, la Arslan è nel mondo oggi un’ambasciatrice della cultura italiana e della nostra letteratura.
Cristiana d’Oriente e intrisa di cultura italiana (e veneta), per ragioni biografiche, affettive e culturali è strettamente legata al mondo ebraico, peninsulare e internazionale, ed impegnata nel dialogo ebraico-cristiano. Ricordiamo la sinergia intellettuale con l’insigne rabbino e studioso Giuseppe Laras.
Letterata ‘a maturazione lenta’, come ama definirsi, si spende da anni per la causa dei cristiani d’Oriente e contro l’antisemitismo. Nella sua missione di ‘cantastorie’, Antonia Arslan continua a scoprire e diffondere tesori della letteratura italiana e di quella armena, con particolare sensibilità verso il femminile e le tradizioni popolari.

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