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Cantiere di piazza Boccolino,
scoperto nuovo accesso
alla cisterna romana

OSIMO - Il rinvenimento dell'ingresso al serbatoio della cisterna in corrispondenza del loggiato del palazzo comunale avvalora la tesi che fossero 10 e non 7 le entrate. Gli scavi per la riqualificazione dei sottoservizi fognari hanno riportato alla luce anche "altri tratti ben conservati della stessa pavimentazione del decumano del foro romano, che ora sappiamo estendersi almeno fino all’ingresso del Comune" spiega l'archeologo della Soprintendenza Stefano Finocchi
martedì 5 Marzo 2019 - Ore 15:29
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il lastricato del decumano e uno degli ingressi della cisterna romana di Osimo venuti alla luce in questi giorni  durante gli scavi per la riqualificazione dei sottoservizi fognari di piazza Boccolino

Il cantiere in piazza Boccolino

Tra gli scavi per il rinnovo dei sottoservizi effettuati da Astea in centro storico riaffiora la traccia di uno dei 10 ingressi dell’antica cisterna romana che riposa nel sottosuolo delle piazze centrali di Osimo. A comunicare l’importante scoperta è stata stamattina la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche che ha seguito, fin dall’inizio, le operazioni di scavo in piazza Boccolino con la costante presenza di personale specializzato nell’attività di assistenza archeologica in corso d’opera, attività garantita dalla Società Pangea attraverso l’archeologo Marco Ambrosi.

“Le evidenze archeologiche emerse finora mostrano dati importanti e dirimenti per la ricostruzione dell’impianto urbano di Auximum romana e in particolare per la studio del foro e del sistema pubblico di raccolta e gestione delle acque – spiega l’archeologo Stefano Finocchi (Soprintendenza archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche) – L’area del foro è da sempre stata ipoteticamente collocata – anche per il rinvenimento a partire dal 1457 di materiale epigrafico onorario collegato all’esecuzione di un ciclo scultoreo celebrativo di imperatori e cittadini benemerenti, rinvenuto a seguito degli scavi per la costruzione del nuovo Palazzo Comunale – tra l’attuale Piazza del Comune e l’adiacente Piazza Boccolino, in un’area posta all’incrocio tra cardo e decumanus maximi. Già nel 2016 si era avuta una prima conferma della localizzazione del forum a seguito del rinvenimento, presso le prime due arcate del loggiato, della pavimentazione in blocchi rettangolari di calcare regolari di circa 100 x 70 x 12 cm. Gli scavi di questi giorni hanno riportato alla luce altri tratti ben conservati della stessa pavimentazione, che ora sappiamo estendersi almeno fino all’ingresso attuale del Comune”.

Ora gli scavi recenti dimostrano anche la connessione esistente tra l’area del foro e la cisterna romana per la raccolta delle acque, della quale già nel 1608 furono individuati cinque ambienti comunicanti a una vasca, scavati e che nel 1839 furono nuovamente scavati da Andrea Bonfigli, Gonfaloniere dello Stato Pontificio di Osimo, riportando alla luce “nella pubblica piazza” le cinque navate a botte, i cui disegni sono conservati presso l’archivio di Stato di Ancona, comunicanti tra loro da sette passaggi ad arco.

“Il rinvenimento della vera di accesso al serbatoio della cisterna in corrispondenza del loggiato del palazzo comunale e del muro perimetrale del serbatoio in opus caementicium sembrerebbero confermare l’ipotesi di Antioco Onofri che nel 1682 nella sua storia della città di Osimo, parlava invece di dieci passaggi. – chiarisce il dott. Finocchi – La vera è realizzata con blocchi in arenaria incassati nella pavimentazione del foro, è impostata al di sopra dell’estradosso della volta della cisterna, ed è posta all’incirca a metà della navata stessa. I dati saranno presto oggetto di pubblicazione preliminare sulla scheda topografica prevista in pubblicazione sulla rivista scientifica Picus entro il 2019, ma possiamo già affermare con un certo gradi di sicurezza che la realizzazione della cisterna fu contestuale all’originaria organizzazione dell’area forense avvenuta nel II sec. a.C., la cui pavimentazione copriva le camere della cisterna e ospitava almeno una vera (pubblica) per consentire di attingervi acqua”.

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