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Poco più di un mese per il restauro
della fontana di piazza Stamira

ANCONA - Già avviato l’iter per il restauro della storica Fontana del Cirilli. Individuata la restauratrice, al via il progetto
venerdì 8 Marzo 2019 - Ore 16:07
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La fontana di Cirilli in piazza Stamira

 

di Giampaolo Milzi

Aveva già qualche acciacco prima di perdere pezzi, in ogni caso l’amministrazione comunale ha avviato l’iter per le cure del caso con massima serietà, e così la storica fontana del Cirilli dovrebbe tornare come nuova al massimo tra 30-40 giorni.
Parola dell’architetto Patrizia Piattelletti, funzionario organizzativo dell’Ufficio comunale Riqualificazione e arredo urbano: «Ho già individuato la restauratrice, alla quale stiamo per conferire l’incarico, quindi partiranno i lavori per ricollocare al loro posto le parti del bordo circolare in marmo che si erano distaccate». Modesta la spesa, un migliaio di euro circa. Ma impegnativa e certosina l’opera di riparazione. Dato che si tratta di un’opera d’arte, realizzata dal notissimo architetto anconetano Guido Cirilli nel 1921 (lo stesso che ha disegnato e progettato ad Ancona il Palazzo delle Poste, costruito tra il 1921 e il 1928) come perla zampillante di quell’elegante giardino che è la centralissima piazza Stamira. Il restauro, in ogni caso, dovrebbe riuscire in pieno, dato che i pezzi che erano rovinati al suolo erano stati raccolti e messi al sicuro dai tecnici del magazzino comunale, allertati il 22 febbraio dalla polizia municipale, a sua volta contattata da un passante.
«Con l’ausilio della restauratrice stileremo una relazione storico-progettuale che poi invieremo alla Soprintendenza unica delle Marche per ottenere l’ok al mini-cantiere», ha aggiunto la Piattelletti.
Due le ipotesi sulla causa del danno: il gesto sconsiderato del solito teppista di turno (non è la prima volta che un bene artistico monumentale di Ancona viene vandalizzato); l’allargarsi progressivo e naturale di una crepa che un cittadino aveva già segnalato al Comune nell’ottobre scorso.
Un’opera d’arte, va ribadito, la fontana di piazza Stamira. Già perfettamente restaurata su incarico dell’amministrazione comunale nel 2008, il suo fiore all’occhiello è costituito dalla colonna centrale di tipo dorico. «Un elemento con il quale Cirilli ha voluto rendere un tributo proprio alle origini greche di Ancona, quell’Ankon (gomito, in riferimento alla baia naturale del porto, ndr.) che la tradizione vuole fondata da un gruppo di coloni Dori esuli da Siracusa», aveva sottolineato l’architetto Milly Faraco, all’epoca del restauro collega della Piattelletti. Cinque anni dopo, alla fine del 2013, anno in cui la città di Ancona ha spento le sue 2400 candeline, su idea della Faraco la decisione di realizzare e collocare, a due passi dalla fontana, una targa dedicata al maestro Cirilli, nato ad Ancona il 9 febbraio 1871. Allievo del celeberrimo architetto marchigiano Giuseppe Sacconi, soggiornò e operò a lungo a Roma, per poi iniziare a lasciare rilevantissime tracce della sua forza espressiva nel capoluogo regionale, così come a Trieste, Gorizia e Pola. Nel 1918 Cirilli, già di fama nazionale (come magnifico interprete dello stile classicista dalla vocazione imperiale), costituì l’Ufficio di Belle Arti della Venezia Giulia. A Venezia, dal 1929, diresse l’Istituto universitario di architettura (Iuav), e presiedette dal 1945 l’Accademia di Belle Arti.

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