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“Una vita da social”,
il tour della Polposta arriva nelle Marche:
«In aumento i furti d’identità»

LA CAMPAGNA educativa itinerante sui temi dei social network e del cyberbullismo farà tappa il 19 marzo a Fermo e il giorno successivo a Corinaldo. La dirigente del compartimento Cinzia Grucci: «Per fare della rete un luogo più sicuro crediamo che occorra continuare a diffondere una cultura della sicurezza in rete»
lunedì 18 Marzo 2019 - Ore 19:41
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Foto d’archivio

 

“Una vita da social”, la campagna educativa per l’uso corretto e responsabile dei social network, farà tappa domani a Fermo e a Corinaldo il 20 marzo. Gli gli operatori della Polizia Postale incontreranno studenti, genitori e insegnanti e tutte le persone interessate ai temi della sicurezza online. Alla tappa di Fermo, destinata agli studenti di alcune classi degli istituti secondari di secondo grado della città, parteciperà anche personale del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica di Ancona che, congiuntamente a personale del Compartimento, illustrerà l’attività di intervento sulla scena del crimine, anche laddove siano presenti strumenti informatici da analizzare. Gli studenti avranno l’opportunità di assistere e intervenire con domande e quesiti in uno scenario da C.S.I. scientifico-informatico. A Corinaldo parteciperanno attivamente il comunicatore Paolo Nanni, membro dell’Associazione culturale Red (Rete Educazione Digitale) e le Unità cinofile della Polizia di Stato. Rispetto alle altre regioni, nelle Marche i fenomeni di cyberbullisimo sono molto ridotti, anche se, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, negli ultimi mesi il fenomeno del furto delle identità digitali sui social sta registrando un aumento. Nel 2018, i casi di stalking online sono stati 14, 121 quelli di diffamazione, 23 episodi di minacce, 104 casi di furto d’identità, 11 di molestie e 57 quelli riguardanti il  ricatto sessuale online.

Cinzia Grucci

«Capire i ragazzi oggi non è sempre per gli adulti compito agevole, soprattutto quando si tratta di comprenderne i bisogni, i modelli di riferimento, gli schemi cognitivi inerenti i diversi gruppi di riferimento che compongono il variegato universo giovanile – afferma il dirigente del Compartimento Polizia Postale e Comunicazioni Marche dr.ssa Grucci -. Il fascino della rete e la sottile suggestione del messaggio virtuale, cosi come l’idea di sentirsi anonimi e il senso di deresponsabilizzazione rispetto ai comportamenti tenuti online, stanno dilagando così da determinare serie preoccupazioni. Per fare della rete un luogo più sicuro crediamo che occorra continuare a diffondere una cultura della sicurezza in rete che, peraltro, offre tante, irrinunciabili, opportunità positive».

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