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Piange perché il Papa non lo ha accarezzato,
Francesco torna indietro e lo abbraccia

VISITA A LORETO - Il gesto del pontefice nei confronti di un bimbo di Macerata
lunedì 25 Marzo 2019 - Ore 15:05
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Il piccolo benedetto da papa Francesco

di Maurizio Verdenelli
(
Foto di Giusy Marinelli, Federico De Marco e Lorenzo Agostinelli)

«Santità, il bambino….». Quale? «Laggiù in fondo, tra i malati, è anch’egli un malato. Piange perché ha perduto la Sua carezza…». A Loreto, nel giorno dell’Annunciazione, ad attendere fuori in piazza della Madonna il papa diecimila persone (ottomila i pellegrini) sotto un sole già estivo, sin dalla prima mattinata, ma Francesco che aveva abbracciato ad uno ad uno tutti i malati nel Santuario dopo la ‘missa brevis’ tra i mattoni anneriti della Santa Casa, non ci ha pensato un secondo.

E’ tornato indietro, con tutto il suo seguito, ed è andato tendendo le braccia al bambino bruno e le sue lacrime di disperazione sono diventate di gioia. Il papa ha trascorso con lui qualche minuto, mentre il bambino (di Macerata) saltava e piangeva nel suo grembo di ‘padre spirituale’. E alla fine una benedizione speciale ed il rosario del papa. «Mi sono commosso anch’io, padre di due bambini, autentico fan di Giovanni Paolo II» dice Alessandro Gisotti, responsabile della Sala Stampa Vaticana nel raccontare l’episodio.

Papa Francesco in piazza

Poi, il papa che in Santa Casa aveva rifiutato il baciamano a tutte le autorità («Il papa non lo vuole, chiede un abbraccio», si affretta a spiegare lo speaker alla folla perplessa in piazza della Madonna) esce finalmente dal sagrato. «Francesco è tra noi!-  esulta monsignor Fabio Dal Cin, – ad 800 anni esatti (24 giugno 1219) da quando il Poverello di Dio imbarcandosi da Ancona per l’Oriente arrivò sino ad Egitto, alla corte del Sultano».
Tanti messaggi subliminali e non di una mattinata davvero speciale, conclusa da Francesco anche in anticipo con una battuta che fu anche di Giovanni XXIII al suo congedo da Loreto, in una visita, la prima fuori Roma, dopo un isolamento durato dal 1870.

“Ed ora si va a pranzo”. Una mensa imbandita e gradita dal pontefice, da parte dei ragazzi dell’istituto alberghiero di Loreto che sul sagrato, come ‘antipasto’ avevano preparato per lo storico ospite, un dolce tipico marchigiano.
Sul sagrato dopo aver firmato (fatto senza precedenti fuori dalle Mura Leonine) l’Esortazione ai Giovani “Christus vivit”, in lingua spagnola, sintesi dei lavori sinodali di ottobre, Francesco si è ‘presentato’ con sei bambini: tre alla sua destra ed altrettanti alla sua sinistra. Tutti legati per mano, due fortunatissimi a quella del successore di San Pietro. Evocato dal delegato Dal Cin nel suo cenno di benvenuto, ricordando il centurione Aurelio all’apostolo di Gesu’: “Hai fatto una cosa buona a venire”. Una cerimonia essenziale, con i sei bambini accovacciati a terra intorno alla scranno del pontefice –una poltrona in tessuto bianco senza pretese. Un discorso legato ad un trinomio indissolubile: giovani, famiglie e malati. A Loreto con gli accompagnatori, sono seicento i malati presenti per una carezza del papa. Che afferma: “Maria fu figlia, fidanzata, sposa e madre. E la malattia ferisce la famiglia e i malati devono essere accolti dentro la famiglia”. E tra gli applausi si lascia sfuggire come per questi principi dell’accoglienza e dell’amore verso il malato che non è scarto della società “ci attaccano”. Una forte digressione, questa, rispetto al testo ufficiale. Così come l’ elogio paterno ed affettuoso (“sono bravi”) ai francescani. Ai quali chiede l’orario…lungo, nel rilancio della città. “Penso a Loreto come a un luogo privilegiato –dice- dove i giovani possono venire alla ricerca della propria vocazione alla scuola di Maria! Un polo spirituale al servizio della pastorale vocazionale. Auspico perciò che sia rilanciato il Centro ‘Giovanni Paolo II’ a servizio della Chiesa in Italia e a livello internazionale, in continuità con le indicazioni emerse dal Sinodo. Un luogo dove i giovani e i loro educatori possono sentirsi accolti, accompagnati e aiutati a discernere. Per questo chiedo caldamente ai Frati Cappuccini, il servizio di estendere l’orario di apertura della Basilica e della Santa Casa durante la tarda serata e l’inizio della notte…Il Santuario di Loreto, anche a motivo della sua collocazione geografica al centro della Pensiola, si presta per diventare per la Chiesa che è in Italia, luogo di proposta per una continuazione degli incontri mondiali dei giovani e della famiglia”.

 

Papa Francesco a Loreto (Foto/Video) «Aprite la basilica anche di notte, questa è la casa della famiglia»

 

Loreto, papa Francesco benedice il piccolo Mattia di Pollenza (Video)

Papa Francesco è arrivato (Foto/Video) «Emozione all’ingresso del santuario»

 

 

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