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Scritte sacrileghe e caricature
dei santi su Facebook: a giudizio

ANCONA - Un 50enne jesino dovrà affrontare il processo con l'accusa di offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone che la confessano. I fatti risalgono all'ottobre del 2017. Erano stati i carabinieri a segnalare la presunta blasfemia dell'uomo
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Foto d’archivio

 

Immagini storpiate dei santi e scritte blasfeme riferite al Cattolicesimo: 50enne jesino rinviato a giudizio. All’uomo, la procura contestato un reato trattato raramente nei tribunali. Si tratta di offese a una confessione religione mediante vilipendio di persone. Per l’imputato, difeso dall’avvocato Moreno Giaccaglia, affronterà la prima udienza del processo il 9 gennaio 2020. Le presunte esternazioni blasfeme erano state postate dell’uomo su Facebook, in una sola occasione. Era ottobre 2017. L’accusa ritiene che il 50enne avesse mostrato sul web immagini con caricature di santi, storpiature dei simboli più sacri del Cattolicesimo e invettive contro la religione. Erano stati i carabinieri ad accorgersi di quanto scritto via social, denunciandolo a piede libero. Due anni prima, lo jesino era finito nei guai perchè in casa gli erano state trovate piantine di marijuana e infiorescenze messe ad essiccare. Durante il processo era emerso come l’uomo coltivasse la cannabis per motivi culturali e religiosi derivati da un viaggio intrapreso anni prima in India che lo aveva avvicinato all’Indusimo. Proprio nei Veda, i testi dove sono contenuti parte dei principi a cui fanno riferimento gli hindu, veniva citata la canapa in termini positivi. Di qui, la necessità di consumarla per favorire la meditazione. Per quel procedimento, il 50enne è stato condannato.

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