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Si finge prete e spilla 800 euro
a un istituto religioso: denunciato

ANCONA - Si tratta di un 43enne catanese già in carcere per una serie di truffa perpetrate in mezza Italia. Spacciandosi al telefono per l'esponente di un ordine attivo a Roma era riuscito ad ottenere i soldi chiesti in due tranche. Dovevano servire, secondo il suo racconto, ad aiutare un giovane cameriere in cerca di un alloggio nel capoluogo dorico
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Foto d’archivio

 

Si finge prete e truffa un istituto religioso di Ancona, riuscendo a spillare 800 euro: 43enne catanese denunciato dalla Squadra Mobile. L’uomo si trova già a Montacuto per altra causa. Era stato arrestato lo scorso gennaio dalla polizia e condotto in carcere per una condanna passata in giudicato relative a una serie di truffe perpetrate in mezza Italia. Nel caso dell’ultimo raggiro per cui è stato denunciato, le indagini sono scattate quando una suora si è rivolta in questura. In particolare, la Madre Superiora dell’istituto religioso dorico, riceveva il 2 gennaio una chiamata da parte di un individuo, che si qualificava come il prete di una nota parrocchia di Roma. Nella circostanza, poiché la Madre Superiora era in partenza per la Capitale, informava l’interlocutore di non potersi trattenere oltre e passava il telefono ad un’altra suora dell’istituto.  A quel punto il presunto sacerdote, dopo averle confermato le credenziali già fornite alla Superiora, le chiedeva di partecipare all’opera di assistenza materiale di un ospite della Comunità romana che aveva trovato lavoro come cameriere presso un ristorante nelle vicinanze del porto di Ancona e che al momento era sprovvisto di una dimora per sè e per la sua famiglia a causa della mancanza di denaro. Allo scopo chiedeva alla suora interlocutrice di aiutare il giovane cameriere di 24 anni, sposato e genitore di due bambini, offrendo la somma di 400 euro per pagare la caparra per la locazione di una mansarda, impegnandosi a riconsegnare la cifra alla Madre Priora nel corso del suo soggiorno a Roma presso la casa generalizia, dove egli l’avrebbe  raggiunta per restituirle il prestito e per salutarla e ringraziarla personalmente dell’aiuto fornito. L’interlocutore comunicava alla suora l’utenza telefonica di un “geometra” di una certa ditta. Sarebbe stato lui a ritirare i soldi.

Il dirigente della mobile Carlo Pinto

Fidatasi della bontà della segnalazione e della richiesta di aiuto a lei rivolta dal falso sacerdote, riceveva presso l’istituto religioso di Ancona il sedicente geometra, dell’età di 50/55 anni al quale consegnava la somma di 400 euro, certa che il prelato, come da accordi, l’avrebbe restituita a Roma nelle mani della Madre Superiora. Contestualmente alla dazione del denaro, la suora vittima dell’inganno redigeva una ricevuta su carta intestata dell’istituto religioso di attestazione del pagamento, indirizzata alla fantasmagorica ditta indicata con cui si dichiarava di aver consegnato al geometra la somma indicata per la ragione suddetta, che veniva sottoscritta anche dal truffatore. Di seguito il finto geometra si allontanava dall’istituto dopo aver intascato i soldi. Nel pomeriggio dello stesso giorno giungeva presso l’istituto ecclesiastico un’altra chiamata da parte del finto padre che chiedeva il contributo di ulteriori 400 euro per aiutare a pagare, oltre alla caparra della mansarda, anche l’anticipo della rata mensile dell’inesistente padre di famiglia. Anche in questo caso il finto prelato interlocutore ribadiva che avrebbe rifuso l’intero importo di ottocento euro in contanti nelle mani della Madre Superiora non appena incontrata a Roma. A quel punto, era entrato di nuovo in scena il falso geometra per farsi consegnare altri 400 euro. L’indomani l’ingenua suora chiamava l’utenza fornita dal finto parroco per sapere se aveva provveduto alla restituzione del prestito.  Costui le rispondeva che aveva appena terminato di celebrare messa ma che avrebbe raggiunto la consorella. All’appuntamento nessuno si era fatto vivo.  Vani i tentativi di contattare il finto prete che, nel frattempo, aveva scollegato il telefono, unico mezzo di contatto che aveva utilizzato per perpetrare l’ignobile truffa.

Ricercato per truffe in tutta Italia, si nascondeva in albergo ad Ancona: catturato

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