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Fallimento Manifattura Tabacchi,
due indagati per bancarotta
Sottratti 600 mila euro

ANCONA - Sono l'ex amministratore della società e la sua compagna. I presunti comportamenti illeciti ravvisati dalla Guardia di Finanza sarebbero avvenuti durante la richiesta del concordato preventivo dell'azienda, poi rigettato dal tribunale. Le fiamme gialle hanno aggredito il patrimonio della coppia, mettendo sotto sequestro un terreno ad Ariccia e una Mercedes Classe A
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Foto d’archivio

 

Fallimento della Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, due indagati per concorso in bancarotta fraudolenta. Si tratta dell’ex amministratore della società fallita nel novembre 2017 e la sua compagna. Stando alle accuse, avrebbero distratto dall’azienda circa 600 mila euro. Nelle ultime ore, la Guardia di Finanza ha attaccato il patrimonio della coppia, andando a sequestrare un terreno del valore di circa 150 mila euro ad Ariccia e una Mercedes Classe A pagata 36 mila euro. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Valentina D’Agostino, è nata nell’autunno del 2017, in concomitanza con la sentenza di fallimento, arrivata dopo essere stata respinta la richiesta di concordato preventivo.

In base a quanto accertato dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, nel periodo temporale ricompreso tra il novembre 2016 e il dicembre 2017, l’amministratore unico della società avrebbe distratto circa 600 mila euro dal patrimonio della MIT. Stando a quanto emerso, la sottrazione delle somme di denaro sarebbe stata fraudolentemente celata da fatture emesse da società di fatto riconducibili allo stesso amministratore e alla sua convivente , attestanti prestazioni di servizio che, nella realtà, non sono mai state rese alla MIT. In sostanza, a fronte di pagamenti eseguiti dalla società non ci sarebbe stata alcuna controprestazione.  Gli investigatori, attraverso l’analisi dei flussi finanziari estesa sui rapporti di conto corrente intestati alle società utilizzate per “drenare”  le risorse finanziarie della MIT, ipotizzano come le risorse distratte siano state utilizzate per soddisfare le esigenze personali della coppia che ora si trova indagata. Di qui, il sequestro preventivo dell’auto e del terreno ad Ariccia.

 

 

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