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Studentati, fondi in lista d’attesa
Longhi: «Chiederò cofinanziamento all’Erdis»

ANCONA – Il rettore dell'Università Politecnica delle Marche ragiona su una strada alternativa dopo che i progetti per realizzare le strutture all'ex deposito derrate del Cardeto e all'ex caserma Fazio sono finite in lista d'attesa nella graduatoria per i fondi del Miur
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Il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi

 

di Martina Marinangeli

«I progetti erano fatti entrambi molto bene: erano esecutivi, quindi già appaltabili, e rispondevano a tutti i requisiti richiesti dal bando del Miur. Contavamo di raggiungere una posizione molto più alta in graduatoria». Non nasconde una certa delusione il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, sorpreso dal fatto che i progetti presentati per i nuovi studentati all’ex deposito derrate del Cardeto e all’ex caserma Fazio si siano fermati rispettivamente alla 61° e alla 66° posizione, non rientrando perciò tra quelli subito finanziabili. Più precisamente, si piazzano tra gli 80 progetti ammessi al cofinanziamento del Ministero dell’Istruzione, ma non tra i 35 per i quali i fondi saranno stanziati nell’immediato. Si trovano, insomma, tra color che son sospesi: gli «ammessi con riserva» che potranno essere finanziati solo in caso di disponibilità di ulteriori risorse.
«La disponibilità di massima della Commissione era di finanziare tutti gli 80 progetti ammessi – spiega Longhi –: i soldi dunque ci sarebbero e vanno stanziati. La prima cosa che farò, comunque, è chiedere gli esiti e le ragioni delle valutazioni, anche per capire se ci siano stati eventuali errori nel calcolo». Il Rettore punta l’accento sul paradosso che la più grande università delle Marche sia al tempo stesso quella con il minor numero di alloggi per gli studenti nella regione. E questo nonostante il Buon Pastore, in via Fanti, sia quasi pronto (imprevisti permettendo, la fine dei lavori è calendarizzata per luglio). «Ho già chiesto un incontro al direttore dell’Erdis – fa sapere – per parlare della possibilità di avviare i progetti dei due nuovi studentati con il cofinanziamento dell’Ente anziché del Miur».

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